| Artrite | Articolo | ||||
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| 2. | Artrite reumatoide |
L'artrite reumatoide, o poliartrite cronica primaria, rappresenta la forma di artrite più grave, dolorosa e potenzialmente invalidante. Questa patologia, diffusa in tutto il mondo, è una malattia autoimmune; sembra che tra le diverse popolazioni essa abbia un tasso di incidenza simile. Nei paesi occidentali, in particolare, l’artrite reumatoide colpisce circa il 3% dei soggetti al di sopra dei 40 anni di età; le più colpite risultano le donne, fra le quali si registra il triplo di casi rispetto agli uomini.
| 1. | Sintomi |
Le articolazioni colpite da artrite reumatoide sono in genere quelle delle dita delle mani e dei piedi, del ginocchio, della colonna vertebrale e delle anche. In tali punti insorgono dolori, anche acuti, in concomitanza dei quali possono manifestarsi anche altri sintomi meno specifici, come febbre, tendenza all’affaticamento e dimagrimento; possono associarsi anche vasculopatie (cioè infiammazioni a livello dei vasi sanguigni), pleurite, malattie cardiache e formazione di noduli al di sotto della cute.
La conferma della diagnosi di artrite reumatoide si può ottenere attraverso accertamenti radiologici, quali la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica nucleare (NMR); decisiva risulta l’indagine, effettuata mediante la cosiddetta reazione di Waaler-Rose e un tipo di analisi denominata test al lattice, con la quale si evidenzia nel siero del paziente la presenza di fattori reumatoidi, ossia di particolari anticorpi di tipo IgG.
| 2. | Terapia |
La terapia dell’artrite reumatoide si basa sia su trattamenti di manipolazione (massaggi, chiropratica, fisioterapia) sia su farmaci. I trattamenti di manipolazione, che possono essere eventualmente completati da idroterapia, e da sedute di agopuntura, mirano a mantenere la funzionalità generale delle articolazioni, ad alleviare gli stati dolorosi e, mobilizzando le articolazioni, a prevenirne l’irrigidimento. I preparati farmacologici più comuni tendono ad alleviare anch’essi il dolore (analgesici come il paracetamolo) e a ridurre gli stati infiammatori (cortisone, FANS) ma non risolvono la causa della malattia. Tra i farmaci impiegati per rallentare il decorso dell’artrite (i cosiddetti DMARDs, ossia farmaci antireumatici modificatori della malattia), vi sono quelli a base di sali d’oro, alcuni composti immunosoppressori (come il metotrexato, l’interferone a e l’antibiotico rifamicina iniettato direttamente nelle articolazioni) e il fenilbutazone (che può essere assunto solo per brevi periodi).
| 2.1. | Nuovi sviluppi nella terapia farmacologica |
Un nuovo farmaco di recente sperimentato negli Stati Uniti è l’etanercept, prodotto mediante tecniche di ingegneria genetica. Esso si lega alla proteina TNF-a (Tumor Necrosis Factor-a) prodotta dal sistema immunitario contro lo stesso organismo, e la inattiva, riducendo così il processo autoimmunitario e alleviando lo stato infiammatorio. Un altro principio attivo che sopprime la proteina TNF-a è denominato infliximab; esso, approvato nel 1998 dagli Stati Uniti contro il morbo di Chron, potrebbe essere utilizzato anche nel trattamento dell’artrite reumatoide. Altri composti, gli inibitori COX-2, sembrano anch’essi promettenti per la cura di questa patologia.