| Impero bizantino | Articolo | ||||
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| 2. | Le origini |
Con l’imperatore Costantino furono poste le premesse perché potere imperiale e autorità ecclesiastica potessero convivere pacificamente: un’armonia, questa, che si sarebbe sostanzialmente mantenuta lungo tutta la storia dell’impero. Fu creato un efficace sistema monetario basato sulla moneta romana del solido aureo (in greco nomisma, propriamente “moneta”) che ebbe corso sino alla fine dell’impero, benché modificata alla metà dell’XI secolo.
La proprietà della terra era concentrata nei latifondi e l’agricoltura rappresentò la principale fonte di ricchezza dell’impero; i vasti possedimenti abbandonati a causa delle pesanti tasse cui erano soggetti furono incamerati dalla Chiesa e dall’impero, che assicurarono in questo modo una solida base materiale ai rispettivi poteri. La vita economica fu caratterizzata dal severo controllo delle autorità imperiali sulla quantità, qualità e modalità della produzione agricola e artigianale, sull’organizzazione e lo svolgimento dei traffici commerciali e sul livello dei prezzi.
L’imperatore Giustiniano e la moglie Teodora cercarono di restaurare l’antica potenza imperiale. Giustiniano realizzò, con il Corpus iuris che da lui prende il nome, il riordinamento legislativo dell’impero, e tra il 534 e il 565 riconquistò le coste mediterranee dell’Africa, l’Italia, la Sicilia, la Sardegna e la fascia costiera spagnola verso il Marocco. Queste imprese, sommate alle forti spese sostenute per alimentare un’ambiziosa politica di opere pubbliche, svuotarono però le casse dello stato, mentre una grave epidemia di peste decimava la popolazione.