| Trova nell'articolo | Peccato | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Peccato In campo religioso, la trasgressione di una norma o di una pratica che si ritiene sancita da Dio; tale concezione è presente specialmente nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'Islam. Una distinzione tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è tuttavia rinvenibile in quasi tutte le religioni e si è forse inizialmente manifestata nell'orrore per la violazione di un tabù; nelle sole tradizioni ebraico-cristiana e islamica si è però sviluppata la caratteristica nozione di peccato secondo cui operare il male significa non corrispondere al disegno stabilito da Dio per l'uomo. Nello gnosticismo e nel manicheismo il peccato era considerato come una manifestazione della caduta dello spirito umano dal regno divino e della sua carcerazione nel malvagio mondo della materia, mentre nell'induismo, nel buddhismo e nel giainismo il concetto più vicino a quello di peccato è quello di 'demerito', ossia l'accumulo, mediante le opere malvagie, di conseguenze funeste che devono essere espiate nel processo di reincarnazione e trasmigrazione delle anime.
| 2. | Concezioni ebraiche e cristiane |
In nessun altro libro sacro il senso del peccato è articolato così pienamente come nella Bibbia. Nelle Sacre Scritture il peccato è l'elemento che, ponendo l'umanità in condizione di inimicizia con Dio, rende necessario il perdono divino, e il Nuovo Testamento ne approfondirà la comprensione presentandolo come chiusura nei confronti dell'annuncio di salvezza rappresentato dalle parole e dall'agire salvifico di Gesù (sembra questo il senso dell'espressione 'bestemmia contro lo Spirito Santo' di cui si parla in Matteo 12:31-32). Nella Chiesa cattolica la dottrina del peccato venne sviluppata soprattutto a partire dalla controversia che oppose il monaco Pelagio a sant'Agostino.
I primi padri della Chiesa considerarono il peccato un'opposizione alla volontà divina; essi tuttavia non affermarono esplicitamente che la colpa di Adamo e la corruzione della sua natura sarebbero ricadute sull'umanità. Lo scrittore cristiano Tertulliano sostenne tuttavia che il peccato discende dalla colpa di Adamo, ma fu Agostino a formulare pienamente la dottrina del peccato originale, sostenendo contro Pelagio che il peccato di Adamo ha corrotto radicalmente la natura umana, che la sua colpa è trasmessa a tutti i suoi discendenti e che tutti gli uomini nascono in condizione di peccato, naturalmente inclini a compiere il male. Dal canto suo, Pelagio poneva invece l'accento sul libero arbitrio e sullo sforzo morale individuale, attribuendo un valore solo esemplare al peccato di Adamo e rendendo irrilevante la necessità della grazia.
| 1. | Cattolicesimo e protestantesimo |
La dottrina cattolica distingue tra peccato mortale, che distrugge la relazione con Dio e che, se non è riscattato dalla confessione sacramentale e dal sincero pentimento, procura la dannazione eterna, e peccato veniale, che, benché riprovevole, non separa il peccatore da Dio. I protestanti rifiutano tale distinzione.
Durante la Riforma protestante, Martin Lutero e Giovanni Calvino tennero ferma l'enfasi agostiniana sul peccato originale e sulla grazia come mezzo di redenzione; Huldrych Zwingli considerava il peccato come una sorta di malattia ereditaria, mentre gli arminiani negarono l'ereditarietà del peccato. Friedrich Schleiermacher, teologo protestante tedesco del XIX secolo, sostenne che il peccato è dovuto all'incapacità di distinguere tra la propria assoluta dipendenza da Dio e la dipendenza relativa dal mondo temporale.
| 3. | Concezioni islamiche |
Per l'Islam il peccato fondamentale è l'orgoglio umano che presume l'autonomia dell'uomo ed esprime una ribellione all'ordine divino. Malgrado la genesi di alcune dottrine dell'Islam da concezioni ebraico-cristiane, il Corano nega esplicitamente la dottrina cristiana del peccato originale, affermando che Dio perdonò Adamo. Eppure l'uomo tende a superare i limiti che gli sono prescritti da Dio e aspira all'infinitezza, specialmente quando viene tentato dal diavolo. Nell'Islam, quindi, il peccato è conseguenza della debolezza dell'orgoglio umano, piuttosto che una condizione di corruzione ereditata. I profeti, inviati da Dio a testimoniare la sua volontà e a richiamare gli uomini sulla retta via, costituiscono una prova dell'eterna tendenza dell'uomo verso l'errore. La miscredenza è invece una colpevole espressione di orgoglio: il termine arabo kafir, usato in riferimento agli infedeli, significa letteralmente 'ingrato'. Un pentimento sincero, tuttavia, restituisce al penitente una condizione pura, priva di peccato, perché Dio è sempre misericordioso.
La dottrina islamica afferma che il peccato viene punito da Dio, perfetto giudice morale di ogni cosa. Il giudizio finale sul peccato avverrà nel Giorno del giudizio, in cui i peccatori saranno condannati al fuoco eterno dell'inferno.