| Peccato | Articolo | ||||
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| 3. | Concezioni islamiche |
Per l'Islam il peccato fondamentale è l'orgoglio umano che presume l'autonomia dell'uomo ed esprime una ribellione all'ordine divino. Malgrado la genesi di alcune dottrine dell'Islam da concezioni ebraico-cristiane, il Corano nega esplicitamente la dottrina cristiana del peccato originale, affermando che Dio perdonò Adamo. Eppure l'uomo tende a superare i limiti che gli sono prescritti da Dio e aspira all'infinitezza, specialmente quando viene tentato dal diavolo. Nell'Islam, quindi, il peccato è conseguenza della debolezza dell'orgoglio umano, piuttosto che una condizione di corruzione ereditata. I profeti, inviati da Dio a testimoniare la sua volontà e a richiamare gli uomini sulla retta via, costituiscono una prova dell'eterna tendenza dell'uomo verso l'errore. La miscredenza è invece una colpevole espressione di orgoglio: il termine arabo kafir, usato in riferimento agli infedeli, significa letteralmente 'ingrato'. Un pentimento sincero, tuttavia, restituisce al penitente una condizione pura, priva di peccato, perché Dio è sempre misericordioso.
La dottrina islamica afferma che il peccato viene punito da Dio, perfetto giudice morale di ogni cosa. Il giudizio finale sul peccato avverrà nel Giorno del giudizio, in cui i peccatori saranno condannati al fuoco eterno dell'inferno.