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Trinitrotoluene In chimica, nome di ciascuno dei numerosi nitrocomposti ottenuti per sostituzione di tre atomi di idrogeno, con tre gruppi nitro NO2, nel toluene C6H5CH3. Poiché possono essere sostituiti sia gli idrogeni del gruppo C6H5 sia quelli del gruppo CH3, risulta possibile, considerando tutte le possibili posizioni relative dei tre gruppi NO2, ottenere sedici differenti tipi di trinitrotoluene. Ognuno di essi è caratterizzato da un particolare valore del punto di fusione, del punto di ebollizione, della densità relativa, della solubilità e da una caratteristica tendenza all'esplosione. Tutti questi composti si ottengono per nitrazione del composto aromatico di partenza o di alcuni dei suoi composti, oppure per reazioni indirette.
Il composto di tipo simmetrico, o 2,4,6-trinitrotoluene, comunemente chiamato TNT, è in assoluto il più noto. Forma cristalli di colore giallo pallido, di densità relativa 1,65, che fondono alla temperatura di 82 °C. Il suo basso punto di fusione lo rende adatto per la fabbricazione di proiettili di artiglieria e altri congegni esplosivi. All'aria brucia a 295 °C, ma può esplodere se chiuso in contenitori di piccole dimensioni. In mancanza di un detonatore (vedi Esplosivi) è un materiale piuttosto stabile, non corrode i metalli, non assorbe l'umidità ed è praticamente insolubile in acqua. Il TNT si scioglie in benzene e acetone e, come tutti i nitrocomposti, reagisce rapidamente con gli agenti riducenti. I detonatori ad alta velocità, come il fulminato di mercurio e le nitroammine, ne determinano una violenta ed esplosiva decomposizione. Se assorbito attraverso la pelle il TNT provoca emicranie, anemia e irritazioni cutanee.