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Peccato originale
1. Introduzione

Peccato originale Nella teologia cristiana, la condizione di universale colpevolezza e di privazione dello stato di grazia dell'umanità, risalente al primo peccato commesso da Adamo. Il peccato, per la dottrina cristiana, è uno stato di lontananza e separazione da Dio.

2. Fondamento scritturistico

Il termine 'peccato originale' non si trova nella Bibbia. Il luogo classico attraverso il quale tuttavia delineare ciò che successivamente venne definito peccato originale è costituito dai racconti di Genesi 2-3. In questi testi, che certamente utilizzano immagini e miti presenti nel contesto culturale del Medio Oriente antico (il serpente; l'albero della vita; il giardino) riformulati nell'ottica dell'autore jahvista, si intende dare risposta all'enigma rappresentato dal male nel mondo e nella storia dell'uomo. Esso è ritrovato nella pretesa di assecondare un disegno, quello del serpente, che intende presentare Dio come un antagonista geloso delle proprie prerogative: l'opposizione assume così il carattere di un'affermazione di assoluta autonomia che nega il principio dell'alleanza insito nel disegno della creazione. Il risultato di una tale separazione è rappresentato nei termini di fatica, dolore, morte, conseguenze del peccato di Adamo nella vicenda dell'umanità.

Nel Nuovo Testamento soprattutto Paolo (Lettera ai romani, capitoli 5 e 7) rifletterà sul tema della minacciosa presenza del peccato, elaborando nell'immagine del 'nuovo Adamo' (Cristo) l'alternativa realizzata da Dio per la salvezza dell'uomo.

3. Sant'Agostino

Nella controversia con il monaco Pelagio riguardante il peccato e la grazia, sant'Agostino si appellò efficacemente alla concezione paolina del perdono del peccato. Nell'elaborazione di questa dottrina, tuttavia, Agostino introdusse un'idea estranea alla Bibbia: l'idea che la macchia del peccato venga trasmessa di generazione in generazione con l'atto della procreazione, una teoria risalente a Tertulliano, che aveva coniato appunto l'espressione 'peccato originale'.

4. La teologia successiva

Sostanzialmente conservata dai teologi medievali, la dottrina del peccato originale venne ribadita, in termini dichiaratamente agostiniani, dai riformatori protestanti del XVI secolo, soprattutto da Lutero e Calvino, prima di essere ridimensionata o addirittura abbandonata nei secoli successivi. I teologi del protestantesimo liberale svilupparono una concezione ottimistica della natura umana che era incompatibile con l'idea di peccato originale. La profonda crisi che afflisse la civiltà occidentale in concomitanza con la prima guerra mondiale, tuttavia, suscitò un rinnovato interesse per l'originaria concezione neotestamentaria e per questa dottrina. Teologi quali Karl Barth e Paul Tillich, però, non hanno voluto sostenere la trasmissione del peccato con la procreazione.

Nella teologia cattolica si insisterà invece nel riportare il dogma del peccato originale nel più comprensivo orizzonte costituito dal mistero di Cristo redentore.