| Peccato originale | Articolo | ||||
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| 2. | Fondamento scritturistico |
Il termine 'peccato originale' non si trova nella Bibbia. Il luogo classico attraverso il quale tuttavia delineare ciò che successivamente venne definito peccato originale è costituito dai racconti di Genesi 2-3. In questi testi, che certamente utilizzano immagini e miti presenti nel contesto culturale del Medio Oriente antico (il serpente; l'albero della vita; il giardino) riformulati nell'ottica dell'autore jahvista, si intende dare risposta all'enigma rappresentato dal male nel mondo e nella storia dell'uomo. Esso è ritrovato nella pretesa di assecondare un disegno, quello del serpente, che intende presentare Dio come un antagonista geloso delle proprie prerogative: l'opposizione assume così il carattere di un'affermazione di assoluta autonomia che nega il principio dell'alleanza insito nel disegno della creazione. Il risultato di una tale separazione è rappresentato nei termini di fatica, dolore, morte, conseguenze del peccato di Adamo nella vicenda dell'umanità.
Nel Nuovo Testamento soprattutto Paolo (Lettera ai romani, capitoli 5 e 7) rifletterà sul tema della minacciosa presenza del peccato, elaborando nell'immagine del 'nuovo Adamo' (Cristo) l'alternativa realizzata da Dio per la salvezza dell'uomo.