| Aggressività | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 3. | Controllo dell’aggressività |
Poiché i combattimenti diretti possono risultare svantaggiosi per entrambi gli animali che li ingaggiano, determinando ferite anche mortali, negli animali si sono evoluti meccanismi comportamentali che tendono a limitare le aggressioni e a promuovere, invece, manifestazioni stereotipate o ritualizzate. In tal modo i due contendenti non si feriscono, ma cercano di dimostrare l’uno all’altro con vari display, ossia con vari atteggiamenti, la propria superiorità fisica. Sono esempi comuni di tali atteggiamenti l’arruffare il pelo o le penne, allo scopo di sembrare più grossi; sollevare il labbro superiore, per mostrare la dentatura; collocarsi accanto al nemico in posizione obliqua, in modo da apparire di dimensioni maggiori. Alcune lucertole, ad esempio, minacciano gli avversari con segnali di intimidazione, quali l’espansione di una piega della pelle della gola; lo stesso fanno le scimmie antropomorfe, scuotendo i rami, gesticolando e lanciando grida.
La definizione di territori, ossia di zone di competenza di ciascun individuo, o gruppi di individui, fa sì che i conflitti si riducano a occasionali schermaglie di confine. Vi può anche essere uno scontro fisico tra i due contendenti, senza l’utilizzo delle “armi” di cui gli animali comunque dispongono: ad esempio, i serpenti velenosi lottano, ad esempio, senza ferirsi con i denti del veleno, mentre le pecore di montagna si colpiscono reciprocamente con il capo.
| 1. | Vantaggi dei comportamenti ritualizzati |
Il vantaggio della ritualizzazione della lotta è duplice: il perdente evita che il più forte approfitti della propria superiorità, mentre il vincitore non rischia di rimanere eccessivamente debilitato dal combattimento. Infatti, anche se vincitore, un animale esausto o ferito può non essere in grado di sconfiggere altri eventuali avversari e può diventare facile preda di altre specie. Pertanto, la maggior parte delle specie utilizza segnali chiari e comprensibili per indicare l’accettazione della sconfitta e la cessazione del combattimento prima che vi siano conseguenze gravi: esempi sono la lucertola che fa cenno di abbassarsi davanti al suo avversario; alcuni pesci tropicali che retraggono le pinne; lo spinarello che adotta una posizione verticale; il cane che espone il ventre indifeso; ancora, il gabbiano che offre al suo avversario la parte più vulnerabile del collo.
Vedi anche Sociobiologia.