Aggressività
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Aggressività
2. Aggressività intraspecifica

Più significativa è l’aggressività intraspecifica, che si osserva in quasi tutte le specie di vertebrati. I pesci si colpiscono con morsi; i ratti contendono con le zampe; molti mammiferi dotati di corna, come i cervi, le pecore e le capre ingaggiano combattimenti scontrandosi con il capo. Queste forme di lotta sono comportamenti caratterizzati da una forte componente genetica e normalmente hanno luogo in situazioni di scarsità di risorse. I membri di una stessa specie hanno, infatti, necessità molto simili e, pertanto, si trovano in diretta competizione per risorse quali il cibo, la scelta del partner o lo spazio vitale.

Il grado dell’aggressività è, in gran parte, determinato dai rischi relativi e dai potenziali vantaggi dello scontro. Alcuni animali, come i maschi di elefante marino (vedi Otaridi), combattono fino alla morte per la conquista dell’harem, poiché la sconfitta equivale a un suicidio genetico. Al contrario, il maschio del cervo americano (vedi Cervidi) ingaggia scontri a colpi di corna, che si concludono con l’abbandono del combattimento da parte di uno dei due avversari; le corna, che non vengono usate per ferire gravemente, cadono alla fine di ciascuna di queste stagioni. La maggior parte dei comportamenti aggressivi intraspecifici è, comunque, di questo tipo e generalmente non porta a ferite significative.