| Trova nell'articolo | Denti | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Denti Formazioni mineralizzate localizzate nella bocca, presenti in animali di diversi gruppi sistematici, e deputate principalmente alla presa del cibo; i denti possono essere coinvolti nella masticazione (funzione tipica dei mammiferi), nella produzione di suoni e nelle interazioni aggressive tra individui. Oltre che nei mammiferi, i denti si trovano anche in altri vertebrati, quali pesci, anfibi e rettili, e in alcuni invertebrati, quali molluschi, echinodermi, insetti. Nei diversi gruppi animali, l’origine embrionale dei denti non è la stessa; tali organi, cioè, possono essere semplici formazioni cornee di chitina o cheratina, o avere una derivazione dermica, e pertanto, da un punto di vista evolutivo, si considerano organi analoghi (vedi Evoluzione; Adattamento).
Nei mammiferi, in particolare, i denti hanno origine dal mesoderma (uno dei tre foglietti dai quali si forma l’embrione) e si sviluppano nelle ossa mascellari. In uno stesso individuo, sono presenti tipi di denti diversi, ciascuno specializzato a svolgere una particolare funzione, nel corso della masticazione del cibo (ad esempio, incidere, lacerare, triturare): nei mammiferi, dunque, si parla di eterodonzia, ovvero “presenza di denti diversi”. A seconda delle caratteristiche ecologiche della specie, alcuni tipi di denti possono mancare, e altri risultare assai sviluppati; inoltre, in alcune specie si verifica una crescita continua dei denti, per cui gli animali sono costretti a controllarne le dimensioni mediante una frequente attività rosicatoria. Il numero e il tipo di denti presenti nell’individuo prende il nome di formula dentaria.
| 2. | Denti umani |
| 1. | Anatomia |
Nell'uomo i denti sono formati da una porzione esterna (corona), da una parte ricoperta dalla gengiva (colletto) e da una porzione più profonda (radice), impiantata in una cavità della mascella e della mandibola, chiamata alveolo dentario. I denti sono formati dalla dentina, una sostanza di colore giallastro fortemente mineralizzata (essendo formata per circa il 70-80% da sali da fosfato e flururo di calcio); a livello della corona, la dentina è rivestita dallo smalto, uno strato estremamente compatto di colore bianco, che possiede sali minerali per oltre il 90%. A livello della radice, invece, la dentina è ricoperta dal cemento, uno strato scuro di tessuto molto resistente. La radice viene mantenuta in sede da fibre elastiche che, nel loro insieme, formano la membrana periodontale; questa si estende dal cemento alla cosiddetta lamina dura, che consiste in uno spesso strato osseo, presente all'interno della mascella.
La dentina della corona racchiude la cavità della polpa, che penetra nella radice formando il canale radicale. Polpa e canale radicale sono riempiti da tessuto connettivo e sono attraversati da vasi sanguigni e dai nervi.
| 2. | Fisiologia |
Nell'uomo i denti, oltre alla funzione masticatoria, sono coinvolti nei processi di articolazione del linguaggio, in quanto costituiscono una barriera contro cui si appoggia la lingua per formare determinati suoni.
| 3. | Sviluppo del dente |
Nel feto umano lo sviluppo della gemma dentale ha inizio nel secondo mese di sviluppo. La gemma è formata da un tessuto esterno, chiamato ectoderma, e da uno interno, detto mesoderma. L'ectoderma si calcifica formando i prismi dello smalto, che sviluppandosi vanno a ricoprire la corona. Dopo la deposizione dello smalto, il mesoderma si differenzia nella porzione di dentina della corona e nella cavità della polpa. A mano a mano che l'embrione si sviluppa, la continua calcificazione provoca la formazione della radice e di un ampio canale radicale, attraverso cui i vasi sanguigni, i nervi e gli elementi del tessuto connettivo si estendono nella cavità della polpa. Quando la corona spunta dalla gengiva e la radice si allunga, la cavità della polpa e il canale dentale si riducono a causa della continua produzione di dentina da parte di particolari cellule della polpa. Via via che lo sviluppo del dente continua, la corona viene spinta in superficie, passando attraverso i tessuti della gengiva.
| 4. | Denti decidui e denti permanenti |
Nell'uomo viene inizialmente prodotta una serie di 20 denti, che vengono utilizzati nelle prime fasi di sviluppo della mascella; questi denti si chiamano denti decidui o, più comunemente, denti da latte. A mano a mano che la mascella matura, essi vengono sostituiti da una seconda serie di 32 denti permanenti, di dimensioni maggiori, che crescono negli spazi presenti tra le radici dei denti decidui. Queste, a causa della pressione dei denti permanenti che si stanno sviluppando, vengono riassorbite dai tessuti della mascella, lasciando solo le corone. Spuntando, il dente permanente fa cadere la corona del corrispondente dente deciduo.
| 5. | Tipi di denti |
Le corone dei denti permanenti possono essere di tre tipi, ciascuno caratteristico di un tipo di dente (incisivo, premolare e molare). Gli incisivi si trovano in posizione anteriore e hanno una forma a scalpello per facilitare lo sminuzzamento del cibo; in ogni quadrante della bocca si trovano un incisivo centrale e uno laterale. Dietro gli incisivi sono localizzati tre denti a cuspide, adatti a lacerare. Il primo, chiamato canino, è posto dietro all'incisivo laterale e ha una sola cuspide appuntita. I due successivi (premolari) sono chiamati bicuspidi perché hanno ciascuno due cuspidi. Dietro di essi si trovano il primo, il secondo e il terzo molare, o dente del giudizio; hanno una superficie di masticazione relativamente piatta, adatta a frantumare e a macinare il cibo. In genere, il cibo viene tagliato dagli incisivi, ridotto in pezzi dai canini e dai premolari e frantumato dai molari in frammenti digeribili.
| 6. | Disturbi dei denti |
I denti si sviluppano, in condizioni fisiologiche, secondo una sequenza ordinata e regolare; irregolarità occasionali possono, tuttavia, provocare un malallineamento di queste formazioni. In certi casi, ad esempio, non cade il dente deciduo oppure non spunta il successivo dente permanente. In altri casi, invece, il dente permanente può essere incuneato nell'osso e quindi non formarsi. Possono anche svilupparsi denti soprannumerari, cioè in più rispetto al numero usuale. Dato che la posizione di un dente nella mascella non è statica, un malallineamento dei denti può verificarsi anche dopo che essi sono già completamente sviluppati: la perdita di un dente, ad esempio, spesso determina uno spostamento dei denti adiacenti verso lo spazio rimasto vuoto.
Tali spostamenti sono possibili poiché il dente è attaccato alla mascella grazie alle corte fibre elastiche della membrana periodontale. Nei casi di grave malocclusione, l'intervento di uno specialista in ortodonzia permette di ripristinare la corretta funzionalità delle arcate dentarie (vedi Odontoiatria). Frequenti disturbi che colpiscono i denti sono, inoltre, la carie e il tartaro che, se non affrontati tempestivamente, possono degradare la struttura del dente causando dolore e rendendo necessaria la devitalizzazione, ovvero l’asportazione delle terminazioni nervose presenti nella polpa.
La terapia della carie richiede l’asportazione del materiale infetto, la ripulitura del dente e il riempimento della cavità rimasta con una sostanza di riempimento inerte, detta otturazione. Le otturazioni possono essere d'oro, d'amalgama d'argento, di porcellana o di cemento sintetico. Se la corona del dente è eccessivamente lesionata, si rende necessaria la sua ricostruzione mediante una capsula, ovvero con una corona artificiale in porcellana o in metallo. Un’altra affezione riguardante i denti è la piorrea, che in realtà colpisce le gengive e l’osso su cui i denti sono impiantati. Manifestazioni dolorose ai denti possono essere temporaneamente affrontati con l’uso di farmaci analgesici.
| 3. | Anatomia comparata |
In genere, la presenza di denti e di mascelle incernierate è indice di uno stadio avanzato di sviluppo evolutivo e pertanto non si osserva mai in animali più semplici, come le spugne e le meduse. Le forme più avanzate di denti e mascelle si trovano nei mammiferi, racchiusi in una tasca dell'osso mascellare e sostenuti dalla membrana periodontale. Inoltre, con l'eccezione dei roditori, tutti i mammiferi presentano due serie di denti, una decidua e una permanente.
| 1. | Struttura dei denti degli animali |
I denti degli animali contengono le stesse quattro componenti che formano i denti dell'uomo (smalto, dentina, cemento e polpa), anche se la composizione e la struttura di ciascuna di esse può essere differente nei diversi animali. Nei cavalli, ad esempio, lo smalto riveste tutta la corona invece di limitarsi a racchiudere la dentina e la polpa.
| 2. | Tipi di denti negli animali |
I denti dei mammiferi si sono evoluti in risposta alle particolari necessità alimentari e di masticazione delle singole specie. Ad esempio, gli animali che si cibano di carne o di pesce, come la tigre e la foca, hanno canini ben formati per afferrare e lacerare il cibo. Gli animali erbivori, come gli equini e i bovini, hanno, invece, incisivi molto forti, che consentono loro di tagliare le fibre, e molari ampi e piatti che ne permettono la frantumazione. Animali come i cani e i gatti, che triturano e lacerano il cibo, hanno molti canini ben sviluppati e molari stretti e appuntiti. Infine, gli elefanti, che frantumano gli alimenti, hanno grossi molari con molte cuspidi piatte.
Alcuni mammiferie la maggioranza dei pesci e dei rettili hanno denti a radice aperta, che crescono continuamente per sostituire la parte erosa dall'uso; nel caso dei roditori e degli animali dotati di zanne (ad esempio, gli elefanti e i trichechi) i denti a radice aperta sono solo alcuni che si trovano in posizione anteriore. Per tagliare i materiali da costruzione che gli sono necessari, il castoro usa gli incisivi che possono crescere anche di 1,2 m in un anno.
Molti pesci e rettili hanno denti solitamente appuntiti e taglienti, che vengono usati per afferrare le prede. Vari tipi di rettili e di pesci possono presentare denti sulla lingua o sul palato o una seconda fila di denti nella parte posteriore della bocca. Le tartarughe non sono dotate di denti, ma di piastre ossee dure a margini taglienti su entrambe le mascelle. Alcuni anfibi privi di denti, come le rane, possono sviluppare da giovani uno sperone simile a un dente per rompere l'uovo che cade poco dopo la schiusa. I rettili velenosi, come i serpenti a sonagli, hanno incisivi ben formati, all’interno dei quali si trovano i dotti delle ghiandole del veleno, e che vengono usati come stiletti per immobilizzare la preda e iniettarle la tossina.