Denti
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Denti
2. Denti umani
1. Anatomia

Nell'uomo i denti sono formati da una porzione esterna (corona), da una parte ricoperta dalla gengiva (colletto) e da una porzione più profonda (radice), impiantata in una cavità della mascella e della mandibola, chiamata alveolo dentario. I denti sono formati dalla dentina, una sostanza di colore giallastro fortemente mineralizzata (essendo formata per circa il 70-80% da sali da fosfato e flururo di calcio); a livello della corona, la dentina è rivestita dallo smalto, uno strato estremamente compatto di colore bianco, che possiede sali minerali per oltre il 90%. A livello della radice, invece, la dentina è ricoperta dal cemento, uno strato scuro di tessuto molto resistente. La radice viene mantenuta in sede da fibre elastiche che, nel loro insieme, formano la membrana periodontale; questa si estende dal cemento alla cosiddetta lamina dura, che consiste in uno spesso strato osseo, presente all'interno della mascella.

La dentina della corona racchiude la cavità della polpa, che penetra nella radice formando il canale radicale. Polpa e canale radicale sono riempiti da tessuto connettivo e sono attraversati da vasi sanguigni e dai nervi.

2. Fisiologia

Nell'uomo i denti, oltre alla funzione masticatoria, sono coinvolti nei processi di articolazione del linguaggio, in quanto costituiscono una barriera contro cui si appoggia la lingua per formare determinati suoni.

3. Sviluppo del dente

Nel feto umano lo sviluppo della gemma dentale ha inizio nel secondo mese di sviluppo. La gemma è formata da un tessuto esterno, chiamato ectoderma, e da uno interno, detto mesoderma. L'ectoderma si calcifica formando i prismi dello smalto, che sviluppandosi vanno a ricoprire la corona. Dopo la deposizione dello smalto, il mesoderma si differenzia nella porzione di dentina della corona e nella cavità della polpa. A mano a mano che l'embrione si sviluppa, la continua calcificazione provoca la formazione della radice e di un ampio canale radicale, attraverso cui i vasi sanguigni, i nervi e gli elementi del tessuto connettivo si estendono nella cavità della polpa. Quando la corona spunta dalla gengiva e la radice si allunga, la cavità della polpa e il canale dentale si riducono a causa della continua produzione di dentina da parte di particolari cellule della polpa. Via via che lo sviluppo del dente continua, la corona viene spinta in superficie, passando attraverso i tessuti della gengiva.

4. Denti decidui e denti permanenti

Nell'uomo viene inizialmente prodotta una serie di 20 denti, che vengono utilizzati nelle prime fasi di sviluppo della mascella; questi denti si chiamano denti decidui o, più comunemente, denti da latte. A mano a mano che la mascella matura, essi vengono sostituiti da una seconda serie di 32 denti permanenti, di dimensioni maggiori, che crescono negli spazi presenti tra le radici dei denti decidui. Queste, a causa della pressione dei denti permanenti che si stanno sviluppando, vengono riassorbite dai tessuti della mascella, lasciando solo le corone. Spuntando, il dente permanente fa cadere la corona del corrispondente dente deciduo.

5. Tipi di denti

Le corone dei denti permanenti possono essere di tre tipi, ciascuno caratteristico di un tipo di dente (incisivo, premolare e molare). Gli incisivi si trovano in posizione anteriore e hanno una forma a scalpello per facilitare lo sminuzzamento del cibo; in ogni quadrante della bocca si trovano un incisivo centrale e uno laterale. Dietro gli incisivi sono localizzati tre denti a cuspide, adatti a lacerare. Il primo, chiamato canino, è posto dietro all'incisivo laterale e ha una sola cuspide appuntita. I due successivi (premolari) sono chiamati bicuspidi perché hanno ciascuno due cuspidi. Dietro di essi si trovano il primo, il secondo e il terzo molare, o dente del giudizio; hanno una superficie di masticazione relativamente piatta, adatta a frantumare e a macinare il cibo. In genere, il cibo viene tagliato dagli incisivi, ridotto in pezzi dai canini e dai premolari e frantumato dai molari in frammenti digeribili.

6. Disturbi dei denti

I denti si sviluppano, in condizioni fisiologiche, secondo una sequenza ordinata e regolare; irregolarità occasionali possono, tuttavia, provocare un malallineamento di queste formazioni. In certi casi, ad esempio, non cade il dente deciduo oppure non spunta il successivo dente permanente. In altri casi, invece, il dente permanente può essere incuneato nell'osso e quindi non formarsi. Possono anche svilupparsi denti soprannumerari, cioè in più rispetto al numero usuale. Dato che la posizione di un dente nella mascella non è statica, un malallineamento dei denti può verificarsi anche dopo che essi sono già completamente sviluppati: la perdita di un dente, ad esempio, spesso determina uno spostamento dei denti adiacenti verso lo spazio rimasto vuoto.

Tali spostamenti sono possibili poiché il dente è attaccato alla mascella grazie alle corte fibre elastiche della membrana periodontale. Nei casi di grave malocclusione, l'intervento di uno specialista in ortodonzia permette di ripristinare la corretta funzionalità delle arcate dentarie (vedi Odontoiatria). Frequenti disturbi che colpiscono i denti sono, inoltre, la carie e il tartaro che, se non affrontati tempestivamente, possono degradare la struttura del dente causando dolore e rendendo necessaria la devitalizzazione, ovvero l’asportazione delle terminazioni nervose presenti nella polpa.

La terapia della carie richiede l’asportazione del materiale infetto, la ripulitura del dente e il riempimento della cavità rimasta con una sostanza di riempimento inerte, detta otturazione. Le otturazioni possono essere d'oro, d'amalgama d'argento, di porcellana o di cemento sintetico. Se la corona del dente è eccessivamente lesionata, si rende necessaria la sua ricostruzione mediante una capsula, ovvero con una corona artificiale in porcellana o in metallo. Un’altra affezione riguardante i denti è la piorrea, che in realtà colpisce le gengive e l’osso su cui i denti sono impiantati. Manifestazioni dolorose ai denti possono essere temporaneamente affrontati con l’uso di farmaci analgesici.