Alpi
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Alpi
3. Elementi morfologici

Come tutte le montagne relativamente “giovani”, che quindi non sono state smussate e abbassate nel corso di centinaia di milioni di anni dagli agenti esogeni, prevalentemente meteorici, le Alpi presentano morfologia varia, anche in dipendenza dal tipo di rocce: vi si trovano cime alte e acuminate, altipiani, lunghe dorsali crestate e monti dai profili più dolci e distesi. Un’azione molto rilevante nel modellamento delle montagne fu anche svolta dalle glaciazioni, che nell’era quaternaria (iniziata circa 2,5 milioni di anni fa) interessarono l’Europa in quattro diverse fasi.

Le fasi alterne di avanzamento e ritiro dei ghiacci determinarono la forma attuale di molte vallate, scavate dalle lingue dei ghiacciai nel loro lento movimento verso la pianura: a questi fenomeni erosivi si devono le morene, enormi ammassi rocciosi staccati dalle montagne, e la formazione dei vasti laghi subalpini o prealpini. Lungo il versante italiano si trovano il lago di Garda, il Lago Maggiore, il lago di Como; lungo il versante settentrionale i più importanti sono il lago di Ginevra (svizzero) e il lago di Costanza (ripartito tra Svizzera, Austria e Germania). Nella fase di massima espansione i ghiacciai coprivano una vastissima area, che a nord interessava l’intera Svizzera, la Germania meridionale e buona parte dell’Austria, mentre a sud si spingeva sino alla Pianura Padana; oggi è occupato da ghiacciai solo il 2% della superficie alpina. Il ghiacciaio più esteso e più lungo è quello dell’Aletsch (4.195 m d’altezza), nelle Alpi Bernesi (Svizzera) che ha un’area di 120 km² e una lunghezza di 18 km.

Il sistema alpino presenta lungo quasi tutto lo sviluppo longitudinale tre distinte fasce di catene: una centrale, che corrisponde alla linea di spartiacque, più possente, formata da dure rocce cristalline; e due esterne, meno elevate, in cui prevalgono invece le rocce calcaree, più erodibili. Un’altra particolare caratteristica delle Alpi è il differente aspetto dei due versanti: quello meridionale, italiano, è in genere molto ripido, poiché subì l’immediato impatto delle spinte tettoniche (provenienti da sud) che provocarono l’innalzamento della catena; quello settentrionale ha invece forme più dolci, perché l’onda d’urto della massa continentale in movimento era già addolcita.

Differenzia infine le Alpi da altri sistemi montuosi la presenza di numerose vallate, sia trasversali, cioè orientate in senso nord-sud e quindi intersecanti le catene montuose, sia longitudinali, cioè parallele alle creste montuose. Scavate dai ghiacciai e rese sempre più profonde dall’erosione dei corsi d’acqua, le valli hanno un ruolo essenziale nel popolamento delle Alpi: nei fondivalle, a volte piuttosto estesi, tende ad addensarsi la popolazione. La rete delle valli ha inoltre sempre consentito agevoli spostamenti di uomini e merci: i numerosi valichi transalpini sono ormai transitabili quasi tutto l’anno.

Le Alpi rappresentano il vertice idrografico d’Europa: qui nascono infatti i maggiori fiumi europei, alimentati sia dai ghiacciai sia dal disgelo primaverile. Si distinguono tradizionalmente i fiumi che sfociano nel mar Mediterraneo, come il Rodano e il Po (che tributa nel mare Adriatico); quelli che raggiungono il Mare del Nord, come il Reno; e gli affluenti del Danubio, come l’Inn e la Drava.