Atletica leggera
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Atletica leggera
3. Concorsi: salti e lanci

I salti comprendono il salto in alto e il salto con l’asta, il salto in lungo e il salto triplo. Le quattro specialità di lanci includono il lancio del peso, del disco, del giavellotto e del martello (quest’ultimo, un tempo riservato solo agli uomini, è diventato anche specialità femminile alle Olimpiadi di Sydney del 2000).

1. Salto in alto

Nel salto in alto gli atleti devono superare, senza abbatterla, un’asticella che poggia tra due paletti, distanti tra loro circa 4 m: vince l’atleta che riesce a superare l’altezza maggiore. Diversi sono stati gli stili adottati dagli atleti per superare questa prova: scavalcamento a forbice, nel quale si ha il passaggio orizzontale della gamba di battuta esterna, mentre il corpo è spostato all’indietro; scavalcamento costale o western roll o horine (perché praticato per primo dal californiano Horine), nel quale lo stacco avviene con il piede interno e il corpo, come coricato su un fianco, viene rovesciato verso l’asticella; scavalcamento ventrale, introdotto negli anni Trenta dallo statunitense Dave Albritton, nel quale il corpo supera l’asticella con il ventre. Lo stile più recente, fosbury o a scavalcamento dorsale, è stato “inventato” dallo statunitense Dick Fosbury, che nel 1968 vinse le Olimpiadi superando l’asticella con la schiena.

Gli atleti, dopo aver superato una fase eliminatoria, partecipano alla finale dove affrontano misure sempre più alte, disponendo, per ciascun livello, al massimo di tre tentativi per superare l’asticella: vince, naturalmente, chi giunge a superare la quota più alta. Oltre a Dick Fosbury, tra i più grandi saltatori in alto degli ultimi anni ricordiamo il polacco Jacek Wszoła, il tedesco Dietmar Mögenburg, lo svedese Patrik Sjöberg e il cubano Javier Sotomayor, attuale primatista mondiale con la misura di 2,45 m. In campo femminile sono da ricordare Sara Simeoni, oro alle Olimpiadi di Mosca e a lungo primatista mondiale, la bulgara Stefka Kostadinova e Antonietta Di Martino, che nel 2007 è divenuta nuova primatista italiana con la misura di 2,02 m, poi migliorata a 2,03 m, e ha conquistato due medaglie d’argento rispettivamente agli Europei di Birmingham e ai Mondiali di Osaka.

2. Salto con l’asta

Il salto con l’asta è un tipo di salto in elevazione, nel quale, però, il concorrente usa un’asta flessibile di varia lunghezza (in origine di bambù, quindi in lega di alluminio, successivamente in fibra di vetro). L’atleta prende una rincorsa di circa 40 m e, giunto vicino all’asticella (posta tra due paletti, come nel salto in alto), punta l’asta nella cosiddetta cassetta di appoggio ricevendo la necessaria spinta verso l’alto: anche in questo caso vince l’atleta che riesce a superare l’altezza maggiore.

Assoluto dominatore negli anni Ottanta e Novanta di questa specialità, che richiede una straordinaria potenza atletica abbinata a una tecnica di esecuzione molto elaborata, fu l’ucraino Sergej Bubka. Ai Campionati mondiali disputatisi a Parigi nel 2003 il saltatore italiano Giuseppe Gibilisco ottenne un risultato storico, aggiudicandosi la prima medaglia d’oro della specialità per i colori azzurri. Gibilisco ha poi confermato le sue grandi doti atletiche alle Olimpiadi di Atene del 2004, vincendo la medaglia di bronzo.

3. Salto in lungo e salto triplo

Nel salto in lungo l’atleta prende una lunga rincorsa (circa 40 m) e, prima di un limite stabilito (asse di battuta), compie un balzo lanciandosi in estensione all’interno di una buca piena di sabbia entro la quale viene rilevata la misurazione: vince chi effettua il salto più lungo. Il salto triplo è una variante del salto in lungo: al termine del primo balzo, l’atleta continua l’azione battendo una seconda volta con lo stesso piede d’appoggio e quindi una terza cambiando piede fino a slanciarsi verso la buca.

Spesso i grandi saltatori in lungo sono stati anche grandi velocisti, come Jesse Owens e Carl Lewis, a sottolineare l’importanza della velocità da raggiungere nella rincorsa. Nel salto in lungo si registra uno dei record mondiali che più ha resistito nella storia dell’atletica leggera: quello ottenuto da Bob Beamon, alle Olimpiadi di Città di Messico, nel 1968, con la straordinaria misura di 8,90 m, limite battuto di 5 cm soltanto 23 anni dopo da Mike Powell. L’Italia ha ottenuto importanti risultati nel salto in lungo con Fiona May, campionessa mondiale a Göteborg nel 1995 e medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atlanta e di Los Angeles nel 2000, e Andrew Howe, medaglia d’oro agli Europei di Göteborg nel 2006 e agli Europei indoor di Birmingham nel 2007 e medaglia d’argento ai Mondiali di Osaka sempre nel 2007. Tra i migliori triplisti di tutti i tempi vi è l’attuale primatista del mondo, il britannico Jonathan Edwards.

4. Lanci

Nel lancio del peso l’atleta deve gettare, da una pedana, e con una sola mano, una sfera di ferro o bronzo piena di piombo, del diametro di 10 cm circa, il cui peso è di 7,257 kg per le prove maschili e di 4 kg per quelle femminili.

Nel lancio del disco l’atleta deve lanciare da una pedana, al termine di una rotazione e mezza compiuta su se stesso, un disco del peso di 2 kg per le prove maschili e di 1 kg per quelle femminili (il diametro è, rispettivamente, di circa 22 e 18 cm).

Nel lancio del giavellotto l’atleta effettua il tiro dopo una rincorsa di 30-40 m. L’attrezzo è rappresentato da un’asta di metallo, legno o materia plastica, con punta acuminata, lunga 2,60-2,70 m per le gare maschili, 2,20-2,30 m per quelle femminili, del peso, rispettivamente, di 800 e 600 g.

Nel lancio del martello il tiro viene effettuato da una pedana, protetta alle spalle e ai lati da un recinto di rete. L’attrezzo è rappresentato da una sfera di ferro pieno, o di ottone, o in lega di tungsteno, attaccata ad un filo in acciaio, all’estremità del quale sta una maniglia che serve da impugnatura. La parte sferica ha un diametro di 10-12 cm. Il peso dell’attrezzo è di 7,257 kg, mentre la lunghezza è di circa 120 cm. L’atleta, impugnato l’attrezzo con ambedue le mani, compie normalmente tre giri su stesso, quindi scaglia il martello.

Nelle discipline dei lanci, generalmente riservate ad atleti dalle straordinarie potenzialità muscolari, emergono tradizionalmente le scuole dei paesi dell’Est europeo, quella tedesca, quella statunitense, soprattutto nel getto del peso e del disco, e quella finlandese, particolarmente legata al giavellotto, vero sport nazionale finnico. Tra gli atleti più famosi ricordiamo, nel lancio del disco, l’italiano Adolfo Consolini e lo statunitense Al Oerter, vincitore di ben quattro Olimpiadi consecutive, dal 1956 al 1968; il martellista sovietico Jurij Sedykh, olimpionico a Montreal 1976 e a Mosca 1980; i pesisti della Germania dell’Est Udo Beyer e Urs Timmermann; lo svizzero Stephen Günther e lo statunitense John Godina; tra i giavellottisti il ceco Jan Zelezný, attuale primatista del mondo, e il britannico Steve Backley. In tempi recenti, di notevole rilievo per l’Italia è il risultato ottenuto dall’atleta Assunta Legnante, che nel 2007 ha vinto la medaglia d’oro nel lancio del peso agli Europei di Birmingham.