Clorofilla
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Clorofilla
2. Struttura chimica

La molecola di clorofilla ha una struttura planare complessa; è composta da quattro anelli pirrolici, disposti ai vertici di un ipotetico quadrato, i cui rispettivi atomi di azoto sono legati a un atomo di magnesio, presente al centro del quadrilatero. A tale struttura si lega una “coda” di fitolo, un alcol a 20 atomi di carbonio. In natura vi sono diversi tipi di clorofilla, che differiscono per alcuni gruppi legati allo scheletro fondamentale della molecola. Negli eubatteri fotosintetici si parla propriamente di batterioclorofilla (tipica dei solfobatteri rossi) e di clorobium-clorofilla (solfobatteri verdi); nei cianobatteri e negli eucarioti fotosintetici si trova la clorofilla a, che risulta il tipo di pigmento fondamentale per lo svolgimento della fotosintesi; nelle alghe verdi, nelle briofite e nelle piante superiori si riscontra anche una clorofilla b, che ha un ruolo accessorio rispetto a quella di tipo a. Nelle alghe rosse, nelle alghe brune e nelle diatomee al posto della clorofilla b si trova la cosiddetta clorofilla c. Ai vari tipi di clorofilla corrispondono spettri di assorbimento della radiazione solare leggermente diversi.

In particolare, nel caso della clorofilla a, il massimo assorbimento della luce si verifica per le lunghezze d’onda pari a 440 nm e a 680 nm. Per la clorofilla b, i due picchi di assorbimento si registrano a valori leggermente diversi (480 nm e 650 nm); per tale motivo, questo pigmento, che agisce in modo coordinato alla clorofilla a, ne amplifica lo spettro di radiazione utile allo svolgimento della fotosintesi.