Zootecnia e allevamento
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Zootecnia e allevamento
1. Introduzione

Zootecnia e allevamento Attività economica che riguarda il mantenimento di animali in cattività per ricavare lavoro utile o prodotti destinati all’alimentazione umana, come carne, uova e latte, oppure rivolti ad alcuni settori dell’industria, come quello dell’industria tessile e della pelletteria. La zootecnia ha implicazioni con numerose discipline; in particolare, con la biologia, la fisiologia animale e la medicina veterinarie, con la genetica e con le scienze delle preparazioni alimentari. Richiede, infatti, la conoscenza delle esigenze alimentari delle specie allevate, delle modalità di crescita e delle caratteristiche comportamentali, delle patologie caratteristiche, delle tecniche di selezione artificiale e di miglioramento genetico, e della conservazione dei prodotti di origine animale da avviare a fasi di lavorazione successive.

Le specie allevate appartengono in genere alle classi dei mammiferi, degli uccelli e dei pesci; diffusi sono gli allevamenti di bovini (bovinicoltura), suini (suinicoltura), ovini (ovinicoltura), volatili (avicoltura e pollicoltura) e pesci (piscicoltura); un caso particolare è costituito dall’allevamento di animali “da compagnia”, come cani, gatti, pesci da acquario e uccelli da voliera (ma anche rettili e anfibi), e dall’allevamento di animali destinati ad attività ricreative, come i cavalli da sella e gli animali allevati nei circhi.

Una stessa specie può essere destinata a più usi (ad esempio, molti animali da lavoro forniscono anche latte, carne e fibre tessili). Condizioni ambientali come il clima hanno un ruolo determinante nelle modalità di allevamento e nell’uso degli animali: i bufali indiani, ad esempio, sono utilizzati come animali da tiro nell'Asia meridionale, dove si sono adattati alle alte temperature e alla forte umidità, mentre nelle zone temperate del mondo, prima dell’adozione dei mezzi meccanici, sono stati a lungo utilizzati i cavalli.