| Zootecnia e allevamento | Articolo | ||||
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| 2. | Alimentazione degli animali |
La pratica zootecnica prevede tipi di alimenti diversi. Agli animali possono essere somministrati foraggi freschi (in particolare, foraggi di leguminose che hanno un tenore elevato di proteine), fieno (previo essiccamento), insilati (ovvero foraggi conservati in silos e caratterizzati da un pH acido a causa di processi di fermentazione lattica). Si impiegano inoltre foraggi secondari, cioè sottoprodotti delle colture aziendali o residui di lavorazioni industriali di prodotti agrari; i cosiddetti alimenti concentrati, rappresentati dai semi di cereali o dai residui dei semi oleosi (panelli e farine). In molti allevamenti è praticata anche l’integrazione con integratori azotati, proteici e grassi (di origine animale e vegetale) e con sali minerali; tra i prodotti vitaminici si trovano i lieviti di fermentazione e i concentrati vitaminici. Un particolare tipo di integrazione alimentare è quella costituita da preparati ormonali, composti attualmente vietati in Europa ma utilizzati negli Stati Uniti; tali prodotti, che permangono nelle carni macellate, sono di origine naturale e sintetica (come il DES, o dietilstilbestrolo, un ormone steroideo sintetico) e hanno proprietà anabolizzanti, cioè aumentano la massa muscolare dell’animale; in particolare, l’impiego dell’ormone della crescita, o GH, non è esente da rischi. In Italia l’uso di composti a base di ormoni è stato vietato dalla legge n. 4 del 1961 e dai D.M. del 1969 e del 1981; dal 1988 anche altri paesi dell’Europa hanno optato per la stessa soluzione.
La somministrazione degli alimenti può avvenire in modo manuale, nel caso dei foraggi, e da autoalimentatori, adottati per i mangimi. una tecnica molto diffusa negli allevamenti zootecnici, detta unifeed, prevede la somministrazione di razioni in cui gli alimenti sono mescolati, allo scopo di evitare che l’animale possa scegliere tra gli alimenti forniti.