| Fissazione dell’azoto | Articolo | ||||
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| 2. | Fissazione biologica |
I microrganismi del suolo più ampiamente impiegati per la loro capacità di fissare l’azoto sono i batteri simbionti del genere Rhizobium, che colonizzano e formano noduli nelle radici di leguminose come il trifoglio, l’erba medica e i piselli. In cambio dell’azoto i batteri ottengono dalle leguminose altre sostanze nutritive. Talvolta queste leguminose vengono piantate appositamente per rifornire di azoto i terreni esauriti da altre coltivazioni; in questi casi il terreno viene addirittura inoculato con una particolare specie di Rhizobium, al fine di aumentare la liberazione di azoto da parte delle piante.
Quantità minori di azoto vengono fissate nel terreno anche da batteri, aerobi e anaerobi, a vita libera. Alcune specie di cianobatteri, come Anabaena, fissano l’azoto in simbiosi con la felce d’acqua Azolla pinnata. Oggi il fabbisogno di azoto in agricoltura è molto maggiore di quanto possa essere fornito con i processi biologici naturali; pertanto la produzione di composti azotati a partire da azoto atmosferico è uno dei settori di ricerca di maggior interesse dell’industria chimica.