Tabacco
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Tabacco
2. Storia

La pianta del tabacco, originaria del Sud America, fu probabilmente sfruttata per la prima volta dagli antichi popoli maya, che ne trasmisero l'uso alle popolazioni indigene del Nord America. Queste ultime ritenevano che la pianta avesse proprietà medicamentose e la utilizzavano per compiere riti sacri. Secondo quanto riportato da Cristoforo Colombo, le popolazioni di araucani che popolavano gli arcipelaghi caraibici erano solite fumare foglie di tabacco in lunghi tubi chiamati tobago, da cui deriverebbe il nome della pianta. Importato in Spagna da Santo Domingo nel 1556, il tabacco venne immediatamente introdotto in Francia da un diplomatico francese, Jean Nicot, che diede il nome alla nicotina, contenuta nelle foglie di tabacco, e al genere Nicotiana in cui la pianta è classificata. La diffusione in Inghilterra è dovuta ai due esploratori britannici Francis Drake e Walter Raleigh.

I primi pionieri che colonizzarono il Nord America portarono con sé anche pipe e tabacco, e avviarono la coltivazione della pianta. In breve tempo il tabacco divenne una delle principali colture, nonché un'importante merce di scambio e una delle principali fonti di ricchezza del Nord America. Nell'Ohio fu, peraltro, scoperta una specie di tabacco priva di clorofilla, che era destinata a diventare uno degli ingredienti principali delle miscele di tabacco più fumate al mondo. La Cina e gli Stati Uniti sono oggi rispettivamente il primo e il secondo produttore mondiale di tabacco; i secondi esportano più di un terzo del loro raccolto.