Trova nell'articolo Granducato di Lussemburgo

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Granducato di Lussemburgo
1. Introduzione

Granducato di Lussemburgo (nome ufficiale Groussherzogtom Lëtzebuerg, Grand-Duché de Luxembourg), stato dell’Europa occidentale; privo di sbocco al mare, confina a nord e a ovest con il Belgio, a sud con la Francia e a est con la Germania. Ha una superficie di 2.586 km². Il Lussemburgo costituisce, con il Belgio e i Paesi Bassi, il Benelux. La capitale è Lussemburgo.

2. Territorio

Il Lussemburgo è suddiviso in due distinte regioni naturali: quella settentrionale, denominata Ösling, e quella meridionale, il Gutland. Il territorio dell’Ösling ingloba parte delle Ardenne ed è costituito da un altopiano boschivo scarsamente popolato e solcato da valli profonde; qui si innalza il Buurgplaatz (559 m), massima altitudine del paese. Il Gutland (“buon paese”), con pianure lievemente ondulate, è il prolungamento del bassopiano della Lorena. La regione, la più popolata del paese, è molto industrializzata, specie lungo la valle dell’Alzette e nella fascia a sud-ovest che confina con la Francia, dove si concentrano i giacimenti ferrosi che hanno fatto la fortuna del paese; è questa anche la regione più sfruttata per l’attività agricola. I principali corsi d’acqua che solcano il paese sono la Sûre e l’Alzette. La Mosella, in cui sfocia la Sûre, segna per circa 40 km la frontiera con la Germania.

Il clima del Lussemburgo è di tipo semicontinentale, con inverni molto freddi nell’Ösling e più miti nel Gutland. La temperatura media annua è di 10 °C; nel Gutland la temperatura media estiva è di 19 °C. Il paese registra una media annua di precipitazioni di 815 mm.

1. Problemi e tutela dell’ambiente

Il Lussemburgo è un paese fortemente industrializzato. Nonostante le piccole dimensioni e la popolazione non numerosa, presenta consumi pro capite di elettricità e petrolio che lo collocano tra i primi al mondo. Ciò determina alte emissioni di sostanze inquinanti e gravi problemi per l’ambiente. Piogge acide estremamente aggressive ricadono sul territorio del Lussemburgo e causano la defoliazione di parte delle aree forestali (il 34% del territorio è ricoperto da foreste), mentre i centri urbani lamentano seri problemi di inquinamento atmosferico e idrico. Il 13,9% (1996) del territorio del paese è soggetto a tutela ambientale. Il Lussemburgo ha ratificato accordi internazionali sull'ambiente in materia di inquinamento atmosferico, biodiversità, cambiamento climatico, desertificazione, specie in via di estinzione, rifiuti tossici e nocivi, abolizione dei test nucleari e protezione dell’ozonosfera.

3. Popolazione

Il Lussemburgo ha una popolazione complessiva di 480.222 abitanti (2007), con una densità media di 186 persone per km² e un tasso di urbanizzazione del 92%. Il tasso di incremento demografico è pari all’1,21% (2007).

Storico crocevia di razze, il Lussemburgo ha una popolazione che trae le proprie origini dai celti, dai romani, dai franchi e dai belgi. Il basso incremento demografico del paese e l’alta offerta di lavoro hanno richiamato una cospicua immigrazione straniera. Circa un terzo dei residenti è di origine straniera, prevalentemente portoghesi (12,1%), italiani (4,8%) e francesi (3,5%). Di rilievo anche il numero di belgi e tedeschi che si recano giornalmente o temporaneamente nel Lussemburgo per lavoro.

1. Lingua e religione

Lussemburghese, francese e tedesco sono le tre lingue ufficiali del paese. Lingua nazionale è il lussemburghese (o lëtzebuergesch), un dialetto di origine germanica con elementi di francese e fiammingo utilizzato principalmente nella comunicazione quotidiana orale. L’importanza della lingua francese (utilizzata nell’amministrazione e nei tribunali) e di quella tedesca (prevalente nella stampa) è segno dell’identità nazionale che si è forgiata a partire dalla coesistenza del mondo romano e di quello germanico. La maggioranza della popolazione è di religione cattolica (90%); è presente una minoranza di protestanti (1,1%).

2. Istruzione e cultura

L’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 15 anni di età e il fenomeno dell’analfabetismo è quasi sconosciuto: il Lussemburgo è infatti uno dei pochissimi paesi al mondo in cui il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è pari al 100%. L’Università del Lussemburgo (1969) si trova nella capitale, dove sono presenti anche un Conservatorio (1906), un Politecnico, il Museo nazionale di storia e arte e la Biblioteca nazionale.

4. Divisioni amministrative e città principali

Il Granducato di Lussemburgo è diviso in dodici cantoni, raggruppati all’interno di tre distretti: il distretto di Diekirch, con i cantoni di Clervaux, Diekirch, Redange, Vianden e Wiltz; il distretto di Grevenmacher, con i cantoni di Echternach, Grevenmacher e Remich; il distretto di Lussemburgo, con i cantoni di Capellen, Esch, Lussemburgo e Mersch.

Oltre alla capitale, Lussemburgo, centro finanziario e politico nonché sede di importanti organismi internazionali, i centri maggiori sono Esch-sur-Alzette, Differdange e Dudelange, situati nell’area sud-occidentale del paese.

5. Economia

Il Lussemburgo è uno dei paesi più industrializzati del mondo, con il reddito pro capite più alto in assoluto. Nel 2005 il prodotto interno lordo è stato di 36.469 milioni di dollari USA, pari a un reddito pro capite di 79.851 dollari. Secondo i dati Eurostat, il tasso di disoccupazione del paese, nel febbraio del 2001, era pari al 2,0%, il più basso dell’Unione Europea.

1. Agricoltura e allevamento

Il settore agricolo contribuisce alla formazione del PIL per lo 0,4% (2005) e occupa l’1,2% della forza lavoro; frumento e orzo sono i prodotti principali, mentre nella valle della Mosella, al confine con la Germania, importante è la produzione vinicola. Con oltre il 25% del territorio destinato a prati e pascoli permanenti, l’allevamento, specialmente bovino e suino, è particolarmente sviluppato.

2. Industria

La prosperità del paese si fondava originariamente sull’industria siderurgica, sviluppata nell’ultimo ventennio dell’Ottocento sfruttando i ricchi giacimenti di minerali di ferro del sud-ovest. Oggi questo non è più il settore portante dell’economia lussemburghese, pur restando ancora strategico con una produzione che copre circa il 30% della produttività totale. Sin dagli anni Settanta del XX secolo, con il crollo del prezzo mondiale dell’acciaio e un esaurimento dei depositi di ferro, la crescita economica del paese poggia su altri settori industriali, quello chimico, tessile, della lavorazione dei prodotti alimentari e delle materie plastiche. L’industria contribuisce per il 16,3% al PIL annuo e occupa il 21% della forza lavoro.

3. Commercio e finanza

Il 78% della popolazione attiva è impiegato nel settore dei servizi, che nel 2005 contribuiva per l’83,3% alla formazione del PIL. Il Lussemburgo è una potenza finanziaria e bancaria internazionale, dove i servizi sono il settore di punta dell’economia: sul totale delle esportazioni costituiscono l’84,9%. Le facilitazioni in campo finanziario e tributario hanno notevolmente contribuito alla domiciliazione di circa 200 banche e 10.000 società straniere. Fino all’introduzione dell’euro, l’unità monetaria nazionale era il franco lussemburghese, diviso in 100 centesimi.

I principali partner commerciali del Lussemburgo sono il Belgio, la Francia e la Germania. La dipendenza del paese dall’importazione di materie prime ha dato una notevole spinta alla vocazione europeista del Lussemburgo: l’unione economica con il Belgio risale al 1921 mentre l’unione doganale con Belgio e Paesi Bassi (Benelux) risale al 1948 ed è stata formalizzata dieci anni dopo in una piena integrazione economica, diventata operativa nel 1960 con la libera circolazione nei tre paesi di lavoratori, capitali e servizi.

Il Lussemburgo è stato membro fondatore della Comunità economica europea (ora Unione Europea) e negli anni Ottanta ha partecipato alla stesura del trattato di Maastricht, primo stato membro ad avere tutti i requisiti richiesti per “entrare” in Europa.

4. Trasporti e vie di comunicazione

Il Lussemburgo dispone di una rete interna di comunicazioni sviluppata: la rete ferroviaria si estendeva nel 2000 per 274 km, quella stradale per 5.210 km (di cui 118 km di autostrade). La capitale ospita un aeroporto internazionale.

6. Ordinamento dello stato

In base alla Costituzione adottata nel 1868 e più volte emendata, il Granducato di Lussemburgo è una monarchia costituzionale ereditaria. Capo dello stato è il granduca.

1. Potere esecutivo

Formalmente, il potere esecutivo spetta al granduca, che ha anche la prerogativa di nominare e revocare i membri del governo; nella pratica è affidato a un primo ministro e a un gabinetto di ministri (Consiglio dei ministri), responsabili del loro operato davanti al Parlamento.

2. Potere legislativo

Il sistema legislativo è basato su un Parlamento unicamerale, la Camera dei deputati (Châmber vun députéirten / Chambre des députés), composta da 60 membri eletti a suffragio universale con sistema proporzionale per cinque anni. Hanno diritto al voto tutti i cittadini al di sopra dei 18 anni di età.

3. Potere giudiziario

Il sistema giudiziario prevede una Corte suprema (Cour superieure de justice) e una Corte amministrativa (Tribunale administration); per entrambe, i giudici sono nominati a vita dal sovrano. La pena di morte è stata abolita nel 1979.

4. Istituzioni periferiche

Il Granducato di Lussemburgo comprende dodici cantoni riuniti in tre distretti.

5. Difesa

La difesa del paese è affidata a un esercito con arruolamento volontario e a una gendarmeria; nel 2004 le forze armate contavano 900 addetti.

6. Forze politiche

I maggiori schieramenti politici del paese sono il Partito cristiano-sociale (Chrëschtlich sozial vollekspartei, CSV; cristiano-democratici); il Partito socialista (Lëtzebuergesch sozialistesch arbechterpartei, LSAP; socialdemocratici); e il Partito democratico (Demokratesch Partei, DP; liberali).

7. Storia

Durante la dominazione romana il paese fu annesso alla provincia della Gallia belgica; successivamente divenne parte del regno franco di Austrasia e dell’impero di Carlo Magno.

Nel 1060 lo stato fu governato dal conte Corrado, fondatore della dinastia del Lussemburgo, i cui discendenti divennero imperatori del Sacro romano impero nel XIV e XV secolo. Nel 1437 il paese passò sotto il dominio degli Asburgo; nei quattro secoli successivi Spagna e Austria si alternarono più volte nel governo del paese.

1. Il granducato

Al termine delle guerre napoleoniche, nel 1815, il Lussemburgo fu eretto a granducato in base alle disposizioni del congresso di Vienna e posto sotto la sovranità di Guglielmo I, re dei Paesi Bassi. Il granducato sostenne la rivoluzione delle province belghe contro Guglielmo nel 1830; nel 1831 il Belgio divenne regno indipendente e a esso fu concessa la parte del Lussemburgo di lingua francese.

Dal 1839 al 1867 il paese fu amministrato autonomamente rispetto ai Paesi Bassi; nel 1842 divenne membro dell’Unione doganale guidata dalla Prussia (Zollverein) e al suo interno si avviò il processo d’industrializzazione.

2. L’indipendenza

Nel 1856 Guglielmo II d’Olanda introdusse una Costituzione liberale e nel 1867, in seguito ai tentativi della Francia di annettere il territorio del Lussemburgo – fatto che provocò una grave crisi nelle relazioni franco-prussiane – il paese divenne uno stato sovrano, la cui indipendenza fu garantita da un trattato internazionale che prevedeva altresì la neutralità perpetua. In seguito alla morte di Guglielmo III nel 1890, la corona del granducato passò ad Adolfo della dinastia tedesca dei Nassau; nel 1912 la legge salica, che vietava la successione femminile, fu abrogata e Maria Adelaide divenne granduchessa.

Nel 1914 le forze militari tedesche violarono la neutralità del paese, occupandone il territorio nel corso della prima guerra mondiale. Nel 1920 il granducato divenne membro della Società delle Nazioni.

Il 10 maggio del 1940, durante il secondo conflitto mondiale, la Germania invase nuovamente il Lussemburgo. La granduchessa regnante, Carlotta, stabilì un governo provvisorio durante il suo esilio londinese; gli Alleati liberarono il paese nel settembre del 1944. Nel 1945 il Lussemburgo partecipò alla fondazione delle Nazioni Unite. Nel 1948 aderì all’unione doganale con il Belgio e i Paesi Bassi (Benelux) e l’anno seguente, dopo aver rinunciato alla propria neutralità, alla NATO. Durante gli anni Cinquanta perseguì tenacemente la politica di cooperazione europea, divenendo membro della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, della Comunità economica europea e dell’EURATOM. Agli inizi del 1957, con la Francia e la Repubblica Federale Tedesca fondò una società internazionale destinata all’esecuzione delle opere di canalizzazione del fiume Mosella. Il 12 novembre 1964 la granduchessa Carlotta abdicò in favore del figlio Jean.

3. Un paese stabile e ricco

La vita politica, tradizionalmente stabile, è stata dominata fino ai primi anni Settanta dal Partito cristiano-sociale. Da allora alla guida del paese si alternano governi di coalizione formati dai tre principali partiti, Partito cristiano-sociale, Partito socialista e Partito democratico. Grazie soprattutto alla floridezza dei settori bancario e finanziario, di importanza internazionale, il Lussemburgo è uno dei paesi più ricchi del mondo. Dal 1984 al 1995 il governo lussemburghese fu presieduto da Jacques Santer, diventato poi presidente della Commissione Europea. Dal 1995 è capo del governo il cristiano-sociale Jean-Claude Juncker. Nell’ottobre del 2000 il granduca Jean ha abdicato in favore del figlio Henri.