Fosforo
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Fosforo
2. Proprietà e diffusione

Il fosforo esiste in tre forme allotropiche nettamente differenti, il fosforo comune (o bianco), il fosforo rosso e il fosforo nero, delle quali solo le prime due hanno importanza dal punto di vista commerciale. Se perfettamente puro, il fosforo comune è bianco, ma si ossida quando viene esposto all'aria, ingiallendo rapidamente. È un solido cristallino, translucido, di aspetto e consistenza cerosa, fuma leggermente se esposto all'aria ed è estremamente velenoso. Si infiamma spontaneamente alla temperatura di 35 °C, e per questo motivo deve essere conservato in acqua. È insolubile in acqua, poco solubile in solventi organici e molto solubile nel disolfuro di carbonio.

Il fosforo bianco si prepara scaldando in fornace elettrica una miscela di fosfati naturali di calcio, in presenza di sabbia (diossido di silicio) e carbone, e facendo condensare i vapori prodotti. Fonde a 44,1 °C e bolle a 280 °C; se viene riscaldato a temperature comprese tra i 250 °C e i 300 °C, per lungo tempo e in assenza di aria, si trasforma nella forma rossa, una polvere microcristallina, non velenosa, che sublima (cioè passa direttamente dallo stato solido a quello gassoso) a 416 °C e ha densità relativa di 2,34. Il fosforo nero si ottiene portando il fosforo bianco a 200 °C, in condizioni di pressioni molto elevate; ha densità relativa 2,69.

Molto diffuso in natura, il fosforo non si trova allo stato libero, ma perlopiù sotto forma di fosfato, come nella fosforite e nell'apatite. È presente anche in tutti i terreni fertili e in molte acque naturali. Riveste un ruolo fondamentale nella fisiologia degli organismi viventi animali e vegetali e, sotto forma di fosfato di calcio, è un costituente dello scheletro degli animali.