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Idra (biologia)
1. Introduzione

Idra (biologia) Nome comune di alcune specie di celenterati d’acqua dolce di forma polipoide, inclusi nella classe degli idrozoi. Come tutti i membri del phylum dei celenterati, le idre sono fra gli animali pluricellulari più semplici, caratterizzati da un corpo cilindrico cavo che poggia al substrato con un disco adesivo e si apre verso l’alto con un’apertura boccale contornata di tentacoli. Vivono sui fondali senza formare colonie e presentano un ciclo vitale semplice, che non comprende fasi medusoidi. Si muovono strisciando sul piede o compiendo lente capriole.

2. Caratteristiche fisiche

La parete corporea dell’idra è costituita da due strati di cellule: l’ectoderma esterno e l’endoderma interno, separati da un sottile strato intermedio gelatinoso, detto mesoglea. Entrambi gli strati del corpo contengono fibre contrattili, precursori dei muscoli degli animali superiori, che permettono l’allungamento e il rilassamento della parete e i lenti movimenti sul substrato. Nei due tessuti sono presenti cellule interstiziali, specializzate a svolgere le funzioni di fibre nervose e di rudimentali organi riproduttivi. Questi ultimi comprendono un certo numero di ovaie e testicoli: ciascuna ovaia contiene un singolo uovo, mentre ogni testicolo è dotato di numerosi spermatozoi. Le uova si sviluppano all’interno della parete del corpo dell’idra parentale; raggiunto uno stadio determinato di maturazione, gli embrioni rompono la parete e continuano a crescere sull’idra madre come le gemme di una pianta; solo allo stadio adulto si staccano dal genitore, andando ad attaccarsi con il piede adesivo a una foglia o a un ramoscello galleggiante.

Nello strato ectodermico l’idra è dotata di nematocisti (cellule urticanti, contenenti veleno), con le quali paralizza e cattura minuscole particelle organiche e altre forme di vita di cui si nutre, e si difende da eventuali predatori. I piccoli animali così immobilizzati vengono poi portati alla bocca dai tentacoli; nella cavità corporea vengono prima sottoposti a un processo di digestione extracellulare, decomposti dalle secrezioni delle cellule dell’endoderma, e poi inglobate per fagocitosi all’interno delle cellule stesse della parete, dove il processo digestivo viene completato a livello intracellulare.

Le idre hanno eccezionali poteri di rigenerazione: quando un’idra viene tagliata in pezzi sufficientemente grandi, da ognuno di essi può svilupparsi un nuovo individuo; viceversa, piccoli pezzi di idra messi a contatto si fondono dando origine a un individuo completo.

3. Specie rappresentative

La struttura corporea delle idre varia leggermente da un genere all’altro, in particolare per quanto riguarda le caratteristiche e il numero dei tentacoli. Le specie del genere Hydra contano 8 tentacoli intorno all’ipostoma, la struttura a imbuto in cui si apre la bocca; quelle del genere Clorohydra 6, quelle del genere Halammohydra 12 e quelle del genere Protohydra addirittura nessuno: in queste ultime i tentacoli sono stati persi nel corso dell’evoluzione. Il genere Tubularia comprende forme i cui tentacoli sono disposti su due file concentriche intorno all’ipostoma.

Tra le specie più frequenti negli stagni, Chlorohydra viridissima deve il suo colore verde vivace a un’alga simbionte presente all’interno del suo corpo, che viene anche trasmessa da una generazione all’altra, in sede di riproduzione.

Classificazione scientifica: Le idre appartengono alla classe degli idrozoi del phylum dei celenterati o cnidari. I principali generi in cui sono classificate sono Hydra, Clorohydra, Protohydra, Halammohydra e Tubularia.