Gneo Pompeo
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Gneo Pompeo
4. La lotta contro Cesare

Nel 54 a.C. Giulia morì e l'anno dopo Crasso fu ucciso in Siria. Nel 52 a.C. Pompeo fu eletto console unico, con il compito di ristabilire l'ordine a Roma, in preda all'anarchia e ai contrasti tra opposte fazioni. Ansioso di porre un freno alle ambizioni di Cesare e di privarlo del comando, ottenne a questo scopo l'appoggio del senato: Cesare obbedì all'ordine di abbandonare il proprio incarico e di fare ritorno a Roma, ma a patto che Pompeo, che teneva un suo esercito nei pressi della capitale, cedesse a sua volta i poteri militari.

Il senato insistette per una rinuncia incondizionata di Cesare, ma questi attraversò il Rubicone nel 49, sfidando così il senato e la sua milizia, al comando di Pompeo: questi fu costretto a battere in ritirata a Brundisium (odierna Brindisi) e poi in Grecia. Cesare si garantì allora il controllo dell'Italia e, prima di attraversare l'Adriatico al suo inseguimento, sconfisse le forze pompeiane in Spagna. Pompeo, che nel frattempo aveva radunato un forte esercito, uscì vittorioso a Durazzo, ma fu battuto a Farsalo, nella Grecia settentrionale, nel 48 a.C.; fuggito in Egitto, venne fatto uccidere il 28 settembre dello stesso anno dal faraone Tolomeo XIII.