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Anoressia
1. Introduzione

Anoressia Patologia caratterizzata da perdita dell’appetito e progressivo rifiuto del cibo e, talvolta, anche dell’acqua. Essa può avere diverse cause; può essere organica, e costituire una manifestazione di gravi malattie, come alcune forme di cancro e l’ipertiroidismo, o essere concomitante a forme di gastrite, all’alcolismo, o ad alcune affezioni associate all’AIDS. L’anoressia determina, se si protrae nel tempo, carenze nutrizionali; può condurre a uno stato di vera e propria malnutrizione. Un particolare tipo di anoressia è quella denominata anoressia mentale o nervosa.

2. Anoressia nervosa

L’anoressia nervosa costituisce una forma di anoressia tipica soprattutto delle ragazze adolescenti. Sembrano particolarmente colpite le ragazze tra i 12 e i 18 anni, appartenenti a classi sociali medio-alte. Essa viene considerata più un disturbo psicologico che una malattia organica; questo aspetto rende spesso più difficile la sua individuazione, almeno nelle sue fasi iniziali, e più complesso il trattamento terapeutico. In molti casi l’anoressia non è riconosciuta come un “problema” da parte del soggetto che ne è affetto o dei suoi familiari; di conseguenza, la consultazione di un medico viene effettuata spesso per il trattamento di disturbi che non sembrano in relazione con l’anoressia e che, in realtà, ne sono conseguenti.

1. Cause

Non è facile identificare come si sviluppa lo stato di disagio psicologico che porta a comportamenti anoressici. Le indagini compiute recentemente sull’anoressia nervosa, patologia che sembra essere in fase di diffusione, mostrano alcuni elementi comuni nella storia dei pazienti. Tra questi, vi sono elementi “psicologici”, come la presenza di disturbi relativi all’alimentazione nelle madri o nelle nonne (a loro volta anoressiche o obese); figure materne autoritarie, con rigide imposizioni alimentari, oppure figure paterne “importanti”, affermate nel lavoro, con forti aspettative sui figli; scarsa possibilità di avere spazi propri all’interno della famiglia. Vi sono inoltre elementi “fisici”, come lo svolgimento di un’eccessiva attività fisica, la presenza di piccoli disturbi gastro-intestinali (nausea, gonfiore addominale) che inducono a ridurre l’introduzione di cibo; un effettivo stato di sovrappeso, che può verificarsi durante la pubertà mentre nell’organismo si instaurano nuovi equilibri ormonali.

2. Sintomi

La patologia si sviluppa a partire da una errata immagine del proprio corpo, che si percepisce sempre come inadeguato e, in particolare, costantemente in condizioni di sovrappeso. I soggetti anoressici, temendo di non ricevere l’approvazione degli altri, cominciano a rifiutare il cibo. Nelle fasi iniziali è possibile non accorgersi che il soggetto è affetto da anoressia, perché questi sembra apparentemente seguire una semplice dieta dimagrante a fini estetici; inoltre, in presenza di altri spesso l’anoressico assume del cibo ma, per “non ingrassare”, dopo può provocarsi artificialmente il vomito. Con l’aggravarsi della malattia, il vomito in molti casi avviene automaticamente, anche solo alla vista del cibo.

Il progressivo stato di malnutrizione innesca vari disturbi, tra i quali: la sospensione delle mestruazioni (vedi Amenorrea); il depauperamento delle riserve di tessuto adiposo, con conseguente abbassamento di organi che normalmente poggiano su pannicoli grassi, come i reni e lo stomaco, e disturbi nel funzionamento di questi organi; abbassamento della pressione sanguigna; sviluppo di disturbi della pelle, dei denti, delle unghie e dei capelli (che si desquamano e si spezzano con facilità); arresto del processo di crescita (nei casi in cui l’anoressia insorga precocemente, prima della pubertà); forti squilibri ormonali; osteoporosi, a causa dell’insufficiente introito di calcio e altri sali minerali.

I ripetuti episodi di vomito privano l’organismo di liquidi e di potassio, ciò che può avere effetti avversi sulla funzione cardiaca; inoltre, l’acidità del vomito può nel tempo corrodere i denti e la mucosa dell’esofago. Ancora, all’anoressia possono essere associati disturbi della sessualità e forme depressive.

L’anoressia mentale può alternarsi, in alcuni casi, a manifestazioni di bulimia, in cui il paziente si ciba con voracità e in modo non equilibrato; esso quindi si procura il vomito e ritorna a una fase anoressica.

3. Terapia

Per la cura dell’anoressia non esiste un’unica terapia che abbia dimostrato di essere efficace in tutti i casi. Circa la metà dei pazienti che si sottopongono a psicoterapia, singola o familiare, guarisce senza andare incontro a ricadute. La normalizzazione del peso corporeo è un passo importante nel trattamento di questa patologia, che talvolta prevede anche la somministrazione di farmaci antidepressivi. In una percentuale variabile tra il 5 e il 18% dei casi, l’anoressia nervosa ha esito fatale. Poiché, soprattutto tra gli adolescenti, il problema dell’anoressia viene spesso vissuto in solitudine, e tenuto nascosto a familiari e amici, sono stati di recente attivati servizi come quello denominato Telefono Amico che possono sostenere psicologicamente il malato, rispettando il suo bisogno di riservatezza.