| Nematodi | Articolo | ||||
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| 4. | Generi rappresentativi |
La classificazione delle circa 10.000 specie di nematodi conosciute (molte migliaia sono probabilmente ancora da scoprire) è argomento di numerose controversie fra gli zoologi: molti, ad esempio, considerano i nematomorfi una sottoclasse dei nematodi, mentre altri li collocano in un phylum a parte. In uno dei sistemi di classificazione più accreditati i nematodi sono suddivisi in due sottoclassi: Adenophorea, prevalentemente marini o d’acqua dolce e a vita libera, privi di fasmidi; e Secernentea, quasi esclusivamente terrestri, dotati di fasmidi caudali.
Gli Adenophorea comprendono due sottoclassi, Enoplia e Chromadoria, a loro volta ripartite in vari ordini. Tra le specie principali vi è Trichinella spiralis, parassita dell’uomo e di alcuni mammiferi e responsabile della trichinosi; include inoltre le specie dell’ordine Trichodoridae, parassite delle piante e vettori di virus.
I Secernentea raggruppano le sottoclassi Rhabditia, Dipluria e Diplogasteria, anch’esse suddivise in numerosi ordini. Tra le diverse specie è Caenorhabditis elegans, divenuto di particolare interesse come oggetto della ricerca genetica; rappresenta infatti il primo organismo pluricellulare il cui patrimonio genetico sia stato sequenziato, i cui geni, cioè, sono stati descritti nella loro struttura e posizione. L’obiettivo fu raggiunto nel 1998 dal Genome Sequencing Center della Washington University di Saint Louis (Missouri) e il Sanger Institute di Cambridge (Regno Unito). Questo nematode è servito da modello per le ricerche dei biologi Sidney Brenner, H. Robert Horvitz e John E. Sulston, il cui lavoro fu premiato nel 2002 con il premio Nobel per la medicina o la fisiologia.
Si ricordano inoltre la famiglia degli ascaridi, cui appartiene Ascaris lumbricoides, il verme intestinale dei bambini; il genere Toxocara, i comuni vermi del cane; gli ossiuri; i filarioidei, come la filaria Wucheria bancrofti, responsabile dell’elefantiasi, diffusa dalle zanzare del genere Culex; il genere Thylencus, che comprende alcuni parassiti del grano; Dracunculus medinensis, capace di insediarsi al di sotto della cute umana; il gruppo degli anchilostomi, anch’essi parassiti intestinali.
L’infestazione dell’ospite da parte dei nematodi parassiti può avvenire passivamente, attraverso l’ingestione delle uova o dei vermi già sviluppati, attivamente, o ancora attraverso la mediazione di un organismo vettore, come nel caso della filaria. Le modalità e i tempi con cui questi piccoli invertebrati sfruttano le risorse dell’ospite variano da specie a specie: alcune sono parassite solo in alcune fasi del loro ciclo vitale; altre visitano più ospiti nell’ambito della loro vita; altre ancora permangono in uno stesso organismo per tutta la loro esistenza.