| Respirazione artificiale | Articolo | ||||
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| 2. | Intervento umano |
Il metodo bocca a bocca è una tecnica di rianimazione, in cui il soggetto in stato di incoscienza viene sdraiato supino (appoggiato sulla schiena), con il capo in iperestensione, cioè il più possibile all'indietro, per impedire che la lingua blocchi le vie respiratorie. Tenendo chiuso il naso della vittima, il rianimatore appoggia la bocca su quella della vittima, chiudendola ermeticamente, ed esegue quattro insufflazioni brevi e profonde.
Se la vittima non riprende a respirare, il rianimatore deve continuare l'assistenza respiratoria alla frequenza di un atto ogni cinque secondi (dodici al minuto), permettendo all'aria di uscire dai polmoni della vittima fra un respiro e l'altro. La rianimazione deve continuare finché il soggetto non riprende a respirare o finché non arriva il personale specializzato. Se la persona incosciente è un neonato o un bambino piccolo, il rianimatore deve coprire con la propria bocca sia la bocca che il naso, eseguendo piccole insufflazioni al ritmo di una ogni tre secondi.
Per ripristinare la respirazione in una persona che sta soffocando a causa di un'ostruzione delle vie respiratorie, è necessario dare quattro pacche leggere e veloci fra le scapole. Se questo non è sufficiente a spostare il corpo estraneo, il soccorritore deve applicare la cosiddetta manovra di Heimlich, che se necessario può essere ripetuta più volte.
Una misura di pronto soccorso respiratorio che richiede un addestramento speciale è la cosiddetta rianimazione cardiopolmonare: in questa procedura, usata ad esempio nella rianimazione delle vittime di attacco di cuore, il soccorritore esegue la respirazione bocca a bocca e contemporaneamente produce una compressione sul torace (massaggio cardiaco), volta a mantenere la circolazione del sangue nell'organismo. Questa tecnica può essere anche applicata da due soccorritori, ognuno dei quali esegue una delle due manovre.