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Puerto Rico
1. Introduzione

Puerto Rico (nome ufficiale Estado Libre Asociado de Puerto Rico; Commonwealth of Puerto Rico), dipendenza degli Stati Uniti d’America, costituita da un’isola maggiore e da diverse isole di limitata estensione nell’arcipelago delle Grandi Antille. Puerto Rico è bagnata a nord dall’oceano Atlantico, a est dallo stretto di Culebra, che la separa dalle isole Vergini, a sud dal mar dei Caraibi e a ovest dal canale di Mona (che la separa dalla Repubblica Dominicana). La capitale, che è anche il centro più popolato, è San Juan.

2. Territorio

Puerto Rico è una delle più grandi isole delle Indie Occidentali, a cui si affiancano diverse isole più piccole, come Culebra, Mona e Vieques, per una superficie complessiva di 13.792 km². Ha una lunghezza di 180 km da est a ovest e una larghezza massima di 65 km da nord a sud, con uno sviluppo costiero di 501 km.

L'isola è prevalentemente montuosa e presenta un’altitudine media di 549 m. È attraversata, da est a ovest, da due sistemi montuosi principali: la Cordillera Central e la Sierra de Luquillo, con un’altitudine media di circa 900 m. La vetta più elevata è il Cerro de Punta, che raggiunge 1.338 m. I pendii sono generalmente più ripidi sul versante meridionale. Numerose sono le pianure costiere, che orlano l’isola a nord e a sud.

1. Idrografia

Puerto Rico ha molti fiumi dal corso breve. Numerose sono le dighe, che hanno formato piccoli bacini artificiali utilizzati per la produzione di energia elettrica, come quello di Yauco, situato lungo il fiume omonimo. Altri corsi d’acqua sono il Grand de Arecibo, il Grand de Añasco, il Bayamón, il Cibuco, il Culebrinas e il Rio La Plata, navigabili solo con piccole imbarcazioni.

2. Clima

Sull’isola spirano i venti alisei e il clima è secco e umido, tipicamente tropicale. A causa dell’insolazione e della durata del giorno, pressoché costanti nel corso dell’anno, l’aria è sempre piuttosto calda, fatta eccezione per la notte nelle zone più elevate. La temperatura media annuale del mare è di circa 27 °C, e gli alisei provenienti da est trasmettono il calore dall’acqua alla terra. La temperatura minima annua di San Juan, nella parte settentrionale dell’isola, è di circa 26 °C. Puerto Rico è spesso colpita dai rovinosi uragani provenienti da est, soprattutto nel periodo che va da agosto a ottobre.

3. Flora e fauna

La vegetazione è prevalentemente costituita dalla foresta pluviale. Puerto Rico vanta migliaia di varietà di piante, tra cui l’albero del kapok, con il suo grosso tronco, la poinciana (Delonix regia), l’albero del pane e la palma da cocco. Nella parte nordorientale dell’isola si estende una vasta foresta pluviale protetta, la Foresta nazionale caribica, ricca di specie vegetali rare e pregiate, tra cui orchidee e mogano. Nella parte sudoccidentale, arida e desertica, prevalgono i cactus e graminacee sparse.

La fauna non è caratterizzata da grandi mammiferi. La mangusta è stata introdotta per controllare i ratti nelle piantagioni di canna da zucchero. Abbondano rettili e sauri come iguane e piccole lucertole; diffusi anche i pipistrelli. L’isola ha un solo animale tipico ed endemico: il coquì, una piccola rana arboricola. Le acque costiere sono ricche di pesci e crostacei.

3. Popolazione

La popolazione di Puerto Rico è di 3.959.450 abitanti (2008), con un aumento di oltre il 10% rispetto al 1980, e una densità media di 446 unità per km².

1. Lingua e religione

La grande maggioranza degli abitanti è di origine ispanica; la lingua ufficiale è lo spagnolo. Circa i tre quarti della popolazione professa la religione cattolica, sebbene i praticanti siano molti meno; vi sono inoltre piccole minoranze di protestanti, di ebrei e di seguaci della santería.

2. Istruzione e cultura

Il sistema scolastico portoricano è modellato su quello delle scuole pubbliche statunitensi; l’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni. Grandi progressi sono stati fatti nel corso del Novecento, soprattutto dal secondo dopoguerra, nel migliorare il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta, che raggiungeva il 94,3% nel 2003.

Le principali istituzioni culturali di Puerto Rico hanno sede a San Juan; tra esse si ricorda il Museo d’arte portoricana, che spazia dall’epoca precolombiana a oggi. Notevole anche la Pinacoteca di Ponce, che espone quadri di artisti portoricani ed europei. Per approfondimenti, vedi Letteratura latinoamericana, Arte latinoamericana, Musica latinoamericana, Teatro latinoamericano, Cinema latinoamericano.

4. Divisioni amministrative e città principali

Puerto Rico è amministrativamente suddivisa in 78 municipalità (municipios). Il nome dell’isola, che in spagnolo significa “porto ricco”, era originariamente quello della capitale, San Juan, che venne poi rinominata San Juan Bautista de Puerto Rico. Oltre alla capitale, altri centri sono Bayamón, Carolina, Ponce, Caguas, Arecibo e Mayagüez.

5. Economia

Nell lungo periodo della dominazione coloniale spagnola, durata 250 anni, l’isola produceva soprattutto caffè, tabacco e zucchero per il mercato spagnolo ed europeo. Con l’inizio del XX secolo (dopo la guerra ispano-americana) l’isola passò sotto il controllo statunitense; il mercato nordamericano, abituato al più leggero caffè brasiliano, non apprezzava il prodotto portoricano; inoltre, in seguito a due violenti uragani, nel 1899 e nel 1928, gran parte delle coltivazioni di caffè venne distrutta. La coltura che si andò affermando fu quindi quella dello zucchero, che l’isola esportava senza tassazione negli Stati Uniti; negli anni Quaranta il 25% della manodopera era impiegato nella coltivazione della canna da zucchero.

Nel secondo dopoguerra vennero portati avanti progetti per diversificare l’economia e incrementare il turismo: con l’Operazione Bootstrap, lanciata nel 1947, il governo, con il sostegno statunitense, deviò i proventi delle tasse per investimenti industriali e prese altre iniziative per attrarre capitali stranieri. L’Operazione Bootstrap fu coronata da successo: nel 1965 l’isola aveva il PIL pro capite più elevato dell’America latina e le condizioni di vita erano visibilmente migliorate. Gli anni Settanta e Ottanta furono caratterizzati da un periodo di crisi economica e di recessione; segni di miglioramento furono visibili a partire dalla fine degli anni Ottanta. Il prodotto interno lordo fu, nel 2001, di 67.897 milioni di dollari USA, corrispondente a un PIL pro capite di 17.685,30 dollari USA.

1. Agricoltura

L’attività agricola è andata perdendo importanza durante tutto il corso del Novecento; la coltivazione più redditizia resta il caffè, seguito da ortaggi, canna da zucchero, banane, ananas, tabacco e riso; l’economia agricola è completata dall’industria casearia e dall’allevamento di pollame e bovini da carne. La maggior parte delle foreste dell’isola è stata diboscata prima del XX secolo e, nonostante gli sforzi per il rimboschimento fatti dopo il 1935, l’industria del legname rimane trascurabile, al pari di quella ittica. Il comparto agricolo, che impiegava il 40% della forza lavoro nel 1947, ne impiega oggi il 2% (2005); il comparto contribuisce per lo 0,7% alla formazione del PIL.

2. Risorse minerarie e industria

Le principali risorse minerarie del paese, a tutt’oggi non pienamente sfruttate, sono sabbia silicea, argilla, rame, cobalto, cromo, nichel, minerali ferrosi, ghiaia, grafite e torba. L’industria è incoraggiata a livello governativo con esenzioni fiscali, prestiti e assistenza alla ricerca, e beneficia delle importazioni di capitale, tecnologia e imprenditorialità dagli Stati Uniti. L’industria dell’abbigliamento è la più importante del paese, seguita da quella elettronica, agroalimentare, chimica, farmaceutica, e dalla produzione di macchinari industriali, articoli in gomma, plastica e metallo, strumenti di precisione, calzature e bevande alcoliche (distillazione del rum). Il settore industriale fornisce il 42,8% del PIL, occupando il 19% (2005) della forza lavoro.

3. Commercio e trasporti

Un’importante fonte di valuta è il turismo, che dal secondo dopoguerra in poi è andato sempre aumentando d’importanza nell’economia portoricana; nel 2006 gli arrivi furono 3,72 milioni. Il settore terziario fornisce il 56,5% del PIL, occupando il 79% (2005) della popolazione attiva.

L’aeroporto internazionale Luis Muñoz Marín di San Juan è uno dei più trafficati dell’area caraibica; anche il porto marittimo di San Juan ricopre un importante ruolo come terminal di navi portacontainer. Le comunicazioni interne dell’isola, con l’eccezione dell’area della capitale, sono tuttora piuttosto arretrate: le poche linee ferroviarie sono utilizzate solo per il trasporto della canna.

6. Ordinamento dello stato

Colonia spagnola dagli inizi del XVI secolo, Puerto Rico fu ceduta agli Stati Uniti nel 1898, in seguito alla guerra ispano-americana. Dal 1952, anno dell’introduzione di una nuova Costituzione, lo stato gode di un’ampia autonomia ed è associato (Commonwealth) agli Stati Uniti. I portoricani condividono molti diritti e doveri dei cittadini statunitensi, ma non possono votare per le elezioni del presidente e del Congresso degli Stati Uniti.

Il capo dell’esecutivo è un governatore, eletto a suffragio universale per quattro anni e senza limiti di rieleggibilità. Il governatore nomina i membri dell’esecutivo con il consenso del Parlamento. Il potere legislativo è esercitato da un Senato di 28 membri e da una Camera dei rappresentanti di 53 membri. Puerto Rico è rappresentata al Congresso degli Stati Uniti da un delegato senza diritto di voto.

La scena politica è dominata dal Partito popolare democratico (PPD), che sostiene il mantenimento dello status di Commonwealth, e dal Nuovo partito progressista (NPP), che sostiene la totale integrazione negli USA. Vi sono inoltre alcuni movimenti indipendentisti, dei quali l’unico rappresentato in Parlamento è il Partito per l’indipendenza.

7. Storia

L’isola fu raggiunta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che la chiamò San Giovanni Battista (San Juan Bautista) e ne rivendicò il possesso alla Spagna. Abitata da amerindi, fu esplorata e colonizzata a partire dal 1508 da Juan Ponce de León, che ne divenne il primo governatore e nel 1511 fondò la città di San Juan.

1. La colonizzazione spagnola

L’isola, che assunse presto il nome di Puerto Rico (“porto ricco”), fu profondamente trasformata dagli spagnoli, che vi diffusero le colture della canna da zucchero, del tabacco e del caffè. Le popolazioni autoctone, sterminate nel corso dei primi decenni di colonizzazione dal brutale sfruttamento e dalle malattie, vennero rimpiazzate da schiavi neri importati dall’Africa.

Tra Cinquecento e Settecento Puerto Rico fu oggetto di ripetuti tentativi di conquista da parte di corsari inglesi e olandesi. Gli spagnoli costruirono robuste fortificazioni e nel 1595 respinsero gli attacchi del navigatore e corsaro inglese Francis Drake. Nel 1625 San Juan fu incendiata durante un attacco olandese, mentre nel 1702 Arecibo fu saccheggiata dagli inglesi.

Aperta al commercio internazionale nel 1804, Puerto Rico conobbe una certa ripresa economica e nel 1808 ottenne una rappresentanza nel Parlamento spagnolo. Dopo una serie di rivolte, nel 1873 fu abolità la schiavitù e nel 1897 l’isola ottenne l’autonomia.

2. Il dominio statunitense

Nel 1898, in seguito alla guerra ispano-americana, Puerto Rico fu ceduta agli Stati Uniti. Sotto l’amministrazione statunitense, prima militare poi civile, Puerto Rico conobbe un ulteriore sviluppo della coltivazione della canna da zucchero, diventando nel contempo un’importante base militare a controllo dei Caraibi. Nel 1917 gli Stati Uniti concessero ai portoricani la cittadinanza statunitense. A partire dagli anni Venti l’isola venne percorsa da fermenti anticolonialisti, severamente repressi dall’amministrazione statunitense. Negli anni Trenta, tra i nazionalisti si affermò una linea moderata, che ebbe Luis Muñoz Marín come principale leader. Accettato da Washington, Muñoz Marín diventò nel 1947 il primo governatore autoctono dell’isola.

Dalla fine degli anni Quaranta, grazie agli investimenti statunitensi attratti dalla politica fiscale di Muñoz Marín (la cosiddetta “Operazione Bootstrap”), Puerto Rico conobbe una forte espansione industriale, ma anche la crisi delle zone rurali; iniziò così l’emigrazione verso i centri urbani e in seguito verso gli Stati Uniti, soprattutto nello stato di New York.

3. Lo statuto di Commonwealth

Nel luglio del 1952 Puerto Rico diventò uno stato libero associato agli Stati Uniti. Con la Costituzione del 1959 si compì il disegno politico di Muñoz Marín, che venne confermato da un referendum nel 1967.

Da allora, la scena politica portoricana si divide tra chi sostiene il mantenimento della libera associazione e chi invece caldeggia l’annessione agli Stati Uniti, respinta per pochi voti in occasione di due referendum tenutisi nel 1993 e nel 1998. Nel paese esistono tuttora forze indipendentiste, le quali tuttavia sono sostenute solo da una sparuta minoranza della popolazione.