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Abitudine

Abitudine Ripetizione abituale e automatica di un modo di essere o di un comportamento. L’abitudine è il risultato finale dell’apprendimento, distinguendosi pertanto dalle reazioni automatiche che sono, invece, innate.

Lo psicologo William James riteneva che le abitudini possono modificare gli istinti in funzione dell’adattamento all’ambiente. John Dewey affermò che le abitudini devono essere intese come attività causate dall’azione reciproca delle predisposizioni biologiche e dell’ambiente.

I teorici dell'apprendimento, tra i quali Clark L. Hull, definiscono infine le abitudini in base alle leggi del condizionamento e del rinforzo. Hull studiò la funzione adattiva del comportamento e dell’apprendimento, cioè i modi attraverso i quali i bisogni vengono diminuiti o soddisfatti. Nella sua ricerca Hull introdusse il meccanismo dell’abitudine, da lui definita come una tendenza a rispondere in un certo modo sempre uguale, quasi automatico, a uno stesso stimolo. Hull riteneva che fosse possibile misurare quantitativamente la forza dell’abitudine e, nel rapporto tra quest’ultima e i bisogni, individuava la motivazione fondamentale del comportamento umano.

Le abitudini, in particolare quelle disturbanti, possono essere 'inibite' attraverso le tecniche di modifica del comportamento.