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3. La stampa in Occidente

Anche in Occidente furono comuni, nel Medioevo, i libri tabellari o xilografici, dove ogni pagina era ottenuta dalla stampa di una matrice lignea intagliata. Era un processo lungo che, se consentiva di riprodurre più copie di uno stesso testo, riduceva a una sola opera l'utilizzo delle matrici.

I primi caratteri mobili di metallo furono fabbricati in Europa verso la metà del XV secolo. Probabilmente l'invenzione non ha nessun rapporto con i caratteri introdotti precedentemente in Oriente, e comunque la tecnica di stampa era assai diversa: mentre in Oriente si usavano infatti inchiostri a base acquosa e si stampava premendo semplicemente la carta contro i caratteri con tavole di legno, in Occidente vennero impiegati fin dall'inizio inchiostri a base oleosa e i primi stampatori della valle del Reno utilizzavano presse meccaniche di legno, simili a torchi da vino.

L'arte della fabbricazione della carta, introdotta in Occidente nel XII secolo, si diffuse in tutta Europa nel corso del XIII e del XIV secolo, e verso la metà del XV secolo questo materiale era disponibile in abbondanza. Durante il Rinascimento, una più diffusa alfabetizzazione rese la stampa uno strumento prezioso per la circolazione delle idee e per la propaganda: Martin Lutero e i suoi seguaci, ad esempio, si affidarono a essa per la diffusione di numerosi opuscoli.

L'invenzione della stampa a caratteri mobili (1450) è attribuita al tipografo tedesco Johann Gutenberg. Anche se probabilmente l'innovazione fu il risultato di numerosi e diffusi tentativi di migliorare tecniche già in parte note fra i suoi contemporanei, è indubbio che i libri del primo stampatore di Magonza, e in particolare la celebre Bibbia di Gutenberg, costituirono un avvenimento di enorme portata per quell'epoca.

Nel periodo tra il 1450 e il 1500 furono stampate in Europa più di seimila opere e il numero di tipografi aumentò rapidamente. A Venezia la prima tipografia fu fondata nel 1469 e nel 1500 in città si contavano già 417 tipografi. Nel 1476 a Milano fu stampata una grammatica greca interamente in caratteri greci, mentre una Bibbia in ebraico fu stampata a Soncino nel 1488.

Se i tipografi dell'Europa settentrionale producevano soprattutto libri religiosi, quelli italiani stampavano principalmente opere laiche, come i classici greci e latini che il Rinascimento aveva riscoperto, le novelle degli scrittori italiani e le opere scientifiche contemporanee. Nei secoli XVI e XVII, inoltre, le grandi controversie politiche e religiose produssero notevoli quantità di opuscoli polemici.