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4. Macchine da stampa

Le macchine da stampa vengono utilizzate per trasferire l'inchiostro da un cliché alla pagina stampata. Le prime macchine da stampa erano torchi a vite, progettati per fare pressione sulla forma tipografica, che veniva sistemata opportunamente sul piano della macchina. La carta, inumidita, veniva premuta contro i caratteri dalla cosiddetta tavola mobile, che veniva avvitata sulla forma dopo che quest'ultima era stata inchiostrata. La macchina era dotata di rotaie, che consentivano di sfilare la forma dalla macchina senza sollevare di molto la tavola mobile. Ciononostante la macchina, lenta e poco pratica, poteva produrre solo circa 250 stampe all'ora.

Nel XVII secolo vennero introdotti meccanismi a molla che permettevano di sollevare la tavola più rapidamente, mentre nell’Ottocento furono introdotte macchine da stampa in ferro; nello stesso periodo, le viti che riportavano la tavola sul piano vennero sostituite da leve più funzionali. Benché le migliori macchine manuali di questo periodo producessero solo circa 300 stampe all'ora, la possibilità di usare forme molto più grandi permetteva di ottenere un maggior numero di pagine alla volta.

Durante il XIX secolo furono introdotte nuove macchine da stampa: quella a vapore, che rivoluzionò l'industria tipografica; quella a cilindro, che impiegava un cilindro rotante per premere la carta contro la forma tipografica piatta; la rotativa, in cui sia la carta sia il cliché, di forma ricurva, sono avvolti su cilindri; infine una macchina per la stampa in simultanea su entrambi i lati del foglio. Per la stampa dei quotidiani a larga diffusione si impiegarono macchine di questo tipo. Nel 1863 lo statunitense William A. Bullock brevettò la prima macchina da stampa per rotoli di carta, che stampava su nastri di carta continua invece che su singoli fogli, mentre nel 1871 il tipografo statunitense Richard March Hoe, che già nel 1846 aveva brevettato la prima rotativa, perfezionò una macchina da stampa a rullo continuo con la quale era possibile produrre fino a 18.000 quotidiani all'ora.