| Freud, Sigmund | Articolo | ||||
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| 6. | La svolta del 1920 |
La pubblicazione di Al di là del principio di piacere (1920) segnò una svolta nel pensiero freudiano. Freud introdusse la nozione di “pulsione di vita”, che chiamò Eros, e la “pulsione di morte”, che definì Distruzione (o, nella letteratura psicoanalitica successiva, Thanatos), riconducendo l’origine dei conflitti psichici alla tensione originaria tra queste due forze. Anche l’analisi della struttura del soggetto subisce radicali trasformazioni: se nei suoi primi studi Freud aveva delineato un modello descrittivo incentrato sull’opposizione tra i livelli della coscienza e dell’inconscio, posti in comunicazione grazie all’attività del preconscio, a partire da questo momento l’Es, l’Io e il Super-Io vengono a costituire le tre istanze fondamentali che, occupando territori collocati tanto a livello conscio quanto a livello inconscio, si spartiscono lo spazio psichico del soggetto. Questa nuova concezione sta alla base delle successive opere L’Io e l’Es (1923) e Inibizione, sintomo e angoscia (1926).
Nel 1923 fu colpito da un cancro alla bocca, che lo costrinse a cure quotidiane molto dolorose e a numerosi interventi chirurgici. Freud continuò il lavoro di sistematizzazione della sua scienza, e lo affiancò a una serie di studi sulla civiltà, la religione, la storia, nel tentativo di fornire una visione globale dell’uomo. Già prima dell’inizio della guerra, aveva cercato di delineare un quadro dell’umanità primitiva in Totem e tabù (1912-13); questo approccio venne approfondito nel dopoguerra nei saggi L’avvenire di un’illusione (1927), Disagio della civiltà (1930) e L’uomo Mosè e la religione monoteistica (1939).
Dopo l’invasione nazista dell’Austria nel 1938 (vedi Anschluss), si rifugiò con la famiglia a Londra, dove morì nel 1939.