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Cinghiale
1. Introduzione

Cinghiale Mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei suidi, progenitore del maiale domestico.

Originario dell’Europa e in passato diffuso in tutto il continente nativo, nell’Africa settentrionale e nelle regioni dell’Asia sudoccidentale, oggi è regredito in molte zone; ad esempio, è scomparso dalla Gran Bretagna e dalla Scandinavia. In Italia è tuttora abbastanza comune, soprattutto nelle regioni centromeridionali, fatta eccezione per la Sicilia. In Sardegna è presente la sottospecie Sus scrofa meridionalis; il cinghiale maremmano (Sus scrofa majori) invece, un tempo comune nelle regioni centrali, è quasi completamente scomparso in seguito all’introduzione di altre varietà e all’incrocio con esse.

2. Caratteristiche fisiche

Il cinghiale europeo ha un colore nero-grigiastro, è lungo circa 1,2 m ed è alto 90 cm al garrese; ha un pelo corto e folto, cosparso di setole che, in alcune varietà, formano una criniera lungo il dorso (giarra). I giovani sono di colore più chiaro, con strisce pallide. La coda è corta e termina con un ciuffo di setole. Le dita che poggiano al suolo sono il terzo e il quarto; il secondo e il quarto dito, regrediti, permangono sotto forma di speroni. I denti canini crescono fino a diventare vere e proprie zanne, ricurve verso l’alto e a volte lunghe anche 30 cm; sono utilizzate per la difesa, per i combattimenti intraspecifici e per scavare nel terreno alla ricerca di cibo; nei maschi sono più sviluppati che nelle femmine.

Le diverse popolazioni di cinghiali presentano una notevole variabilità di taglia e di aspetto, che dipende probabilmente da incroci fra cinghiali e maiali domestici, scappati e inselvatichiti.

3. Comportamento e riproduzione

I cinghiali vivono generalmente nei boschi, preferibilmente acquitrinosi, e si muovono in esigui gruppi, cibandosi soprattutto di tuberi, radici, bacche, granaglie, larve di insetti e lombrichi; occasionalmente uccidono e divorano animali di piccola taglia. La tendenza ad adattarsi a qualunque tipo di cibo ha certamente contribuito a rendere questi animali appetibili per la domesticazione e l’allevamento. Attivi durante la notte e alla luce crepuscolare, durante il giorno i cinghiali rimangono pressoché inattivi, riparati tra il fogliame dei cespugli, o immersi nel fango: rivestendosi di uno strato di fango, infatti, favoriscono il mantenimento della temperatura corporea; quando lo strato si secca, se ne liberano strofinandosi contro i tronchi degli alberi.

Il periodo dell’accoppiamento per i cinghiali coincide con i mesi invernali. I maschi fanno irruzione nei branchi delle femmine e si accoppiano con tutti gli esemplari disponibili. Talvolta, per poter accedere alle femmine si confrontano con altri maschi, conducendo combattimenti non particolarmente cruenti: rimanendo fianco a fianco, i due contendenti si colpiscono sulle spalle con i lunghi canini. Le femmine partoriscono in primavera, dando alla luce fino a 8 piccoli. Questi rimangono presso la madre per circa un anno; quindi, se maschi, si allontanano dal gruppo, altrimenti rimangono nel branco delle femmine.

Classificazione scientifica: Il cinghiale è classificato Sus scrofa nella famiglia dei suidi, ordine degli artiodattili, classe mammiferi, phylum cordati.