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Teoria di Brønsted-Lowry |
Nel 1923 il chimico danese Johannes Brønsted e, indipendentemente, il chimico britannico Thomas Lowry proposero una nuova teoria, che estendeva la classificazione di Arrhenius a soluzioni non acquose; essi definirono acide le sostanze con tendenza a cedere protoni (ioni idrogeno H+) e basiche quelle con tendenza ad acquistarli.
Secondo la definizione di Brønsted-Lowry, un acido si trasforma nella corrispondente base cedendo un protone; analogamente una base che acquista un protone si trasforma nell’acido coniugato. Si definisce “forte” un acido che dona velocemente tutti i protoni a una base, cosicché un acido è tanto più forte quanto più è debole la sua base coniugata.
Alla luce di quanto detto, si consideri la reazione di equilibrio fra un generico acido (1) e una generica base (2):
La reazione effettiva procede prevalentemente nella direzione che porta alla formazione dell’acido e della base più deboli; ad esempio la reazione di HCl in ambiente acquoso
procede prevalentemente da sinistra a destra (equilibrio spostato verso destra), perché, mentre l’acido cloridrico è forte, gli ioni Cl- e H3O+(acido coniugato di H2O) costituiscono rispettivamente una base e un acido deboli.
Al contrario, nella reazione
l’equilibrio è spostato verso sinistra perché H2O è una base più debole rispetto a F-, e HF è un acido più debole (in acqua) di H3O+.
La teoria Brønsted-Lowry fornisce una spiegazione del comportamento anfotero dell’acqua: essa è una base in presenza di un acido più forte (ad esempio HCl) che ha quindi maggior tendenza a dissociarsi, e un acido nella reazione con una base più forte (ad esempio l’ammoniaca). Così si ha
e
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