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| 3. | Il positivismo inglese |
In ambito inglese si possono distinguere due orientamenti di fondo del positivismo. Da un lato John Stuart Mill riprende alcune idee di Comte, come la legge dei tre stadi, ma le riformula alla luce della tradizione dell'empirismo inglese, in particolare delle concezioni di Hume, e mantiene un atteggiamento di maggior cautela nei confronti di ogni forma di generalizzazione dei risultati della scienza. Inoltre egli valuta positivamente una scienza come la psicologia, che Comte viceversa escludeva dalla sua classificazione delle scienze positive.
L'altro orientamento del positivismo inglese è dato dall'evoluzionismo filosofico di Herbert Spencer, che si rifà alle teorie dell'evoluzione biologica (come quelle di Lamarck e di Darwin), per prospettare tuttavia una legge generale dell'evoluzione. Questa, intesa come passaggio 'da un'omogeneità indefinita e incoerente a un'eterogeneità definita e coerente', starebbe alla base di tutta la natura sia inorganica sia organica, non meno che della psiche e della società umana. In questo modo tuttavia il positivismo finiva per dar luogo a generalizzazioni di tipo speculativo non lontane da quelle della metafisica da esso criticate.