Orecchio
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Orecchio
3. Percezione delle onde sonore

Attraverso il condotto uditivo esterno, le onde sonore vengono convogliate al timpano e lo fanno vibrare. La catena degli ossicini dell’orecchio medio trasmette queste vibrazioni, attraverso la finestra ovale, all’endolinfa presente nella chiocciola. Il movimento dell’endolinfa stimola l’organo del Corti, ossia una struttura presente all’interno della chiocciola stessa. L’organo del Corti è formato da una membrana detta membrana basilare, su cui sono poggiate speciali cellule ciliate, dotate cioè di ciuffi di filamenti (ciglia), che risultano immersi in una sostanza gelatinosa (membrana tectoria). Le vibrazioni dell’endolinfa causate dalle onde sonore determinano il piegamento dei ciuffi di ciglia, il che viene tradotto in uno stimolo acustico che viene trasportato al cervello mediante il nervo acustico.

Nell’uomo, l’ambito dell’udito comprende le frequenze sonore dell’intervallo 16-28.000 cicli al secondo circa. Il minimo mutamento di tonalità percepibile dall’orecchio è diverso a seconda del tono e dell’intensità. Nella gamma compresa tra 500 e 8000 vibrazioni al secondo, l’orecchio umano più sensibile può percepire una variazione della frequenza della vibrazione (tono) corrispondente allo 0,03% circa della frequenza originale. L’orecchio è meno sensibile alle variazioni di frequenza per suoni di bassa frequenza o bassa intensità.

Anche la sensibilità dell’orecchio all’intensità di un suono varia con la frequenza. La sensibilità ai mutamenti di pressione sonora è massima tra 1000 e 3000 cicli al secondo, intervallo in cui è possibile rilevare una variazione di un decibel, e diminuisce quando la frequenza si riduce. Toni molto forti producono nell’orecchio la percezione di suoni completamente distorti rispetto ai toni originali.