| Orecchio | Articolo | ||||
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| 5. | Malattie dell’orecchio |
L’otalgia, o mal d’orecchio, non è necessariamente associata a una malattia di quest’organo; a volte, infatti, può essere provocata da denti mal posizionati, sinusite, malattie delle tonsille, lesioni nasofaringee o infiammazione dei linfonodi del collo; in tutti questi casi, la terapia dipende dalla causa.
Gli acufeni, fischi persistenti nelle orecchie, oltre a derivare da queste condizioni, possono essere provocati anche dall’accumulo di cerume, da un’allergia o dalla presenza di un tumore. Acufeni permanenti possono essere provocati da un’esposizione prolungata a rumori forti o da un difetto di circolazione, che danneggia le cellule ciliate della chiocciola. Un certo sollievo può essere apportato da un mascheratore di suoni, che viene indossato come un apparecchio acustico.
| 1. | Malattie dell’orecchio esterno |
Malformazioni congenite dell’orecchio esterno possono consistere nell’assenza del padiglione auricolare e dello sbocco del condotto uditivo esterno. Tra le malformazioni acquisite dell’orecchio esterno, vi sono conseguenze di lesioni come tagli e ferite. L’otoematoma, chiamato comunemente “orecchio a cavolfiore”, è una conseguenza frequente di lesioni alla cartilagine dell’orecchio seguite da un’emorragia interna e dalla produzione eccessiva di tessuto riparatore.
L’infiammazione dell’orecchio esterno può essere causata da qualsiasi condizione che produca un’infiammazione della cute, come una dermatite conseguente a lesioni, ustioni e geloni. La presenza nel canale uditivo esterno di corpi estranei, come insetti, batuffoli di cotone idrofilo o cerume può essere fonte di disturbi; per evitare ciò, è necessario procedere a una rimozione accurata.
La perforazione del timpano può essere causata dall’introduzione di un oggetto appuntito, da un forte colpo sull’orecchio o da sbalzi improvvisi della pressione atmosferica.
| 2. | Malattie dell’orecchio medio |
Se le strutture dell’orecchio medio presentano qualche anomalia, è possibile un intervento ricostruttivo della catena degli ossicini, in modo da ripristinare parzialmente l’udito.
L’infezione, acuta o cronica, dell’orecchio medio viene detta otite media. Per otite media purulenta acuta si intendono tutte le infezioni acute dell’orecchio medio provocate da microrganismi piogeni, che generalmente raggiungono l’orecchio medio attraverso la tromba di Eustachio. Gli agenti patogeni più spesso responsabili dell’otite sono i batteri. Come complicazione della malattia, può verificarsi un coinvolgimento dell’osso mastoide, detta mastoidite; spesso l’otite è seguita da un abbassamento dell’udito a causa della formazione di aderenze e di tessuti di granulazione che riducono la mobilità del timpano e degli ossicini. La distensione dolorosa del timpano può rendere necessaria un’incisione chirurgica per consentire il drenaggio dell’orecchio medio. In seguito alla diffusione dell’uso della penicillina e di altri antibiotici, le mastoiditi si sono fatte più rare. L’otite media purulenta cronica può essere dovuta a un drenaggio insufficiente del pus nel corso di un’infezione acuta.
L’otite media sierosa (non purulenta) acuta o cronica è provocata dall’occlusione della tromba di Eustachio, prodotta da condizioni come un raffreddore, una malattia delle tonsille o delle adenoidi, una sinusite o un viaggio in un aereo non perfettamente pressurizzato. La forma cronica può essere conseguente anche a un’infezione batterica da pneumococchi o da Haemophilus influenzae. La riduzione dell’udito provocata dall’otite media può, nei bambini piccoli, interferire con lo sviluppo del linguaggio. Le terapie disponibili sono numerose e comprendono l’uso degli antibiotici e degli antistaminici, l’asportazione delle adenoidi e delle tonsille e l’inserimento di tubicini nell’orecchio medio per consentire il drenaggio.
Circa un adulto su mille presenta una perdita dell’udito causata da otosclerosi o otospongiosi, una condizione in cui si verifica una deposizione di tessuto osseo spugnoso (vedi Osso) tra la staffa e la finestra ovale che immobilizza la staffa; quest’ultima, di conseguenza, non può più trasmettere i segnali acustici all’orecchio interno. Quando questa condizione diviene progressiva, è necessaria l’asportazione chirurgica del deposito osseo, seguita dalla ricostruzione del collegamento tra la staffa e la finestra ovale; a volte, la staffa viene sostituita da un dispositivo artificiale simile a un pistone. Anche se l’intervento chirurgico ha esito positivo, la deposizione di tessuto osseo può ripetersi, provocando, dopo alcuni anni, sordità.
| 3. | Malattie dell’orecchio interno |
Le malattie dell’orecchio interno possono influenzare il senso dell’equilibrio e provocare manifestazioni di cinetosi, ossia disturbi della capacità di movimento. Queste manifestazioni possono essere causate anche da anemia, da tumori del nervo statoacustico, dall’esposizione a calore eccessivo, da disturbi della circolazione, da traumi cranici, da stati di intossicazione e da disturbi emotivi.
La malattia di Ménière è dovuta a lesioni dei canali semicircolari e provoca nausea, sordità, acufeni e alterazione dell’equilibrio. Talvolta, per combattere le vertigini intrattabili, è indicata la distruzione del labirinto membranoso mediante un intervento di criochirurgia o l’uso di ultrasuoni.
Una notevole percentuale dei casi di sordità totale è dovuta alla distruzione traumatica dell’organo del Corti. Recentemente alcuni scienziati hanno messo a punto un dispositivo elettronico per combattere la sordità profonda dell’adulto, chiamato impianto cocleare, che traduce le onde sonore in segnali elettronici che vengono trasmessi a elettrodi impiantati nella chiocciola, stimolando direttamente il nervo acustico. Questo dispositivo è utile soprattutto come integrazione della lettura labiale, tecnica effettuata da molti individui affetti da sordità.