| Trova nell'articolo | Kuwait | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Kuwait (nome ufficiale Dawlat al-Kuwait, Stato del Kuwait), stato del Medio Oriente, situato lungo la costa nordoccidentale del golfo Persico, confina a nord e a nord-ovest con l’Iraq e a sud con l’Arabia Saudita. La superficie, incluse le isole di Bubiyan, Warba e Faylakah, è di 17.818 km² e l’estensione costiera è di 499 km; la capitale è Kuwait City.
| 2. | Territorio |
A parte alcune limitate zone costiere, il territorio del paese è interamente desertico, con una configurazione alternativamente piatta e ondulata del terreno completamente arido. La temperatura media annua varia da 13,5 °C (in gennaio) a 36,6 °C (in luglio), con punte intorno ai 46 °C nella stagione secca; la media delle precipitazioni è di 127 mm, concentrate nella stagione più fredda, da ottobre a marzo. All’approvvigionamento idrico si provvede mediante la dissalazione dell’acqua di mare. Petrolio e gas naturale sono le uniche risorse del paese.
| 1. | Problemi e tutela dell’ambiente |
La desertificazione rappresenta il problema ambientale più grave che affligge il Kuwait. Nel 2005 solo 60 km² erano coperti da vegetazione, vale a dire lo 0,3% della superficie totale del paese. In Kuwait non vi sono riserve superficiali di acqua dolce; l’acqua potabile viene ottenuta dalle falde acquifere e attraverso la dissalazione dell’acqua di mare. Nonostante le condizioni non siano tra le più favorevoli, la popolazione del paese sta aumentando del 3,56% (2007) su base annua: uno dei più alti tassi di crescita al mondo.
L’inquinamento atmosferico è particolarmente preoccupante. Il Kuwait ricava il 100% (2003) della propria elettricità da impianti termici che bruciano combustibili fossili. Il paese ha uno dei tassi più alti al mondo di emissione pro capite di biossido di carbonio da processi industriali, con 25,60 tonnellate all'anno (2002), e di consumo di petrolio pro capite, con 44,2 barili all'anno (2003).
Il governo ha sottoscritto accordi internazionali sull’ambiente in materia di cambiamento climatico, desertificazione, modificazione ambientale, la Convenzione sul Diritto del mare, abolizione dei test nucleari e protezione dell’ozonosfera.
| 3. | Popolazione |
Il Kuwait ha una popolazione di 2.505.559 abitanti, con una densità media di 141 unità per km², (2007), formata prevalentemente da arabi; sono inoltre presenti arabi provenienti da altri paesi, indiani, pakistani e iraniani. Prima del 1990 i palestinesi rappresentavano una consistente minoranza, ma il sostegno della Palestina all’invasione irachena del Kuwait fece sì che il governo li incoraggiasse a lasciare il paese dopo la liberazione.
| 1. | Lingua e religione |
La lingua ufficiale è l’arabo, ma diffuso è anche l’inglese. La religione principale è quella musulmana di rito sunnita.
| 2. | Istruzione |
Dato l’alto tenore di vita, il livello di scolarizzazione del paese è tra i più elevati dell’area del golfo Persico; l’istruzione è gratuita e obbligatoria. Il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è dell’84,4% (2005). L’ateneo più importante è l’Università del Kuwait, fondata nel 1962 e aperta nel 1966; un elevato numero di studenti kuwaitiani frequenta corsi di studio all’estero.
| 3. | Città principali |
Il 96% (2003) della popolazione vive in aree urbane; la capitale, Kuwait City, ha una popolazione di 28.259 abitanti, ma l’area metropolitana conta 1.222.374 abitanti. Altri centri di rilievo sono As Salimiyah, Jalib ash Shuyukh e Hawalli.
| 4. | Economia |
Le risorse del paese si fondano quasi esclusivamente sul petrolio, sia per il fabbisogno nazionale sia per gli scambi con l’estero; l’accumulo di investimenti all’estero ha reso il paese meno dipendente da una produzione intensiva e a ciclo continuo del greggio: le riserve, che ammontano a quasi il 10% di tutte le risorse mondiali, si stima possano bastare ai livelli di estrazione odierni per almeno altri 150 anni. L’estrazione del petrolio, scoperto nella zona nel 1938 e sfruttato a partire dal secondo dopoguerra, prima del 1975 era monopolizzata da società concessionarie occidentali: dopo la nazionalizzazione la produzione è ora controllata dal governo kuwaitiano. La produzione di greggio, nonostante l’incendio del 75% dei pozzi e il danneggiamento di molti impianti industriali durante la guerra del Golfo, già a partire dal 1992 ha sorpassato, con 430,5 milioni di barili all’anno, i livelli prebellici; il costo della ricostruzione postbellica ha superato i 20 miliardi di dollari.
Nel 2005 il prodotto interno lordo era di 80.781 milioni di dollari USA, pari a un PIL pro capite di 31.860,60 dollari.
| 1. | Agricoltura e allevamento |
Con il 99% di suolo incolto, l’agricoltura resta un’attività trascurabile; impegna l’1% della forza lavoro e fornisce lo 0,5% (2003) del PIL. I prodotti principali, destinati al fabbisogno interno, sono pomodori, datteri, meloni e cipolle; attiva è la pesca, soprattutto di gamberi. Modestissima anche l’attività pastorale.
| 2. | Industria |
L’industria dominante è quella della raffinazione del petrolio, i cui proventi hanno indotto il governo a pianificare anche altri settori di investimento; si è perciò sviluppata un’industria del cemento, di materiali per l’edilizia, materie plastiche e imbarcazioni. Il comparto occupa il 25% della forza lavoro, fornendo il 58,5% (2003) del PIL. La produzione di energia elettrica avviene, per la sua totalità, in centrali alimentate a combustibile.
| 3. | Commercio e finanza |
Le esportazioni complessive del paese, nel 2001, furono pari a 16.164 milioni di $ USA, a fronte di importazioni per soli 7.869 milioni di $ USA. Le esportazioni sono dominate dal greggio e dai prodotti del petrolio; tra i prodotti importati, macchinari e impianti industriali, beni di consumo e mezzi di trasporto. Tra i maggiori partner commerciali si annoverano il Giappone, l’Italia, Singapore, Taiwan, i Paesi Bassi, gli Stati Uniti e il Pakistan. La valuta nazionale è il dinaro kuwaitiano.
| 4. | Trasporti e vie di comunicazione |
Nel paese manca una rete ferroviaria, ma è ben sviluppata la rete stradale, che raggiunge un’estensione di 4.450 km. Un aeroporto internazionale si trova nelle vicinanze della capitale.
| 5. | Ordinamento dello stato |
In base alla Costituzione del 1962, capo dello stato e del governo è un emiro ereditario, che esercita il potere esecutivo mediante un primo ministro e un Consiglio dei ministri da lui stesso nominati. Il potere legislativo spetta a un’Assemblea nazionale composta di 50 membri eletti ogni quattro anni tra i maschi adulti alfabeti e nati in Kuwait. L’emiro più volte è andato contro il dettato della Costituzione sciogliendo l’Assemblea e governando per decreto: nel luglio del 1986 il Parlamento fu sciolto e rimpiazzato con un Consiglio nazionale dotato di minore potere. Durante l’occupazione irachena (agosto 1990 - febbraio 1991) l’emirato fu abolito e un governo in esilio si costituì nella vicina Arabia Saudita, facendo ritorno nel paese nel marzo 1991: in seguito fu ripristinata l’Assemblea e nell’ottobre del 1992 si svolsero le elezioni.
Al 1960 risale la codificazione dell’ordinamento giuridico, considerevolmente influenzato dalla legge islamica, la shariah. È in vigore la pena di morte.
| 6. | Storia |
La prima civiltà della regione, contemporanea all’antico regno dei sumeri (III millennio a.C.), intrattenne rapporti commerciali con la Mesopotamia. Dopo la colonizzazione dell’isola di Faylakah da parte dei macedoni di Alessandro Magno, che nel III secolo a.C. vi eressero un tempio dedicato ad Artemide, il territorio passò ai Seleucidi.
La nascita del moderno Kuwait risale al 1710, anno in cui fu fondata la capitale da immigrati provenienti dalla penisola arabica; il primo regnante fu un membro della famiglia al-Sabah, nominato sceicco nel 1756.
| 1. | Il protettorato britannico |
Il paese rimase sotto la sovranità dell’impero ottomano fino al 1899, quando l’emiro regnante ottenne la protezione inglese per contrastare le influenze ottomane e tedesche nella regione. Nel 1914 la Gran Bretagna confermò il protettorato riconoscendo formalmente l’indipendenza dello stato, che difese dalla minaccia di Ibn Saud. Il trattato di pace siglato nel 1921 stabilì il confine con i domini sauditi; l’anno successivo fu creata una zona neutrale, mentre il confine settentrionale con l’Iraq fu fissato nel 1923.
Nel 1938 furono scoperti i primi giacimenti di petrolio, che iniziarono a essere sfruttati dopo circa un decennio dalla Kuwait Oil Company, controllata dalla Gulf Oil Corporation americana e dalla British Petroleum Company. In base a un accordo firmato nel 1951, lo sceicco ottenne una compartecipazione nei profitti della società.
| 2. | L’indipendenza |
Il protettorato inglese ebbe termine nel 1961, quando lo stato divenne indipendente. Nello stesso anno il Kuwait aderì alla Lega araba (malgrado l’opposizione dell’Iraq, che considerava il paese parte integrante del proprio territorio) e nel 1963 divenne membro delle Nazioni Unite.
La prima Costituzione fu promulgata nel gennaio del 1963 e alcuni giorni dopo fu eletta la prima Assemblea nazionale. L’Iraq rinunciò alle pretese territoriali sul paese nell’ottobre del 1963. Tre anni dopo il Kuwait e l’Arabia Saudita raggiunsero un accordo per stabilire il confine comune e proclamarono decaduta la zona neutrale che separava i due paesi.
| 3. | Nazionalizzazione dell’industria petrolifera |
Il Kuwait si impegnò in un’attiva politica regionale. Le sue rendite, considerevolmente aumentate in seguito al rialzo del prezzo del petrolio (1973) e alla nazionalizzazione della Kuwait Oil Company (1975), gli permisero di sostenere finanziariamente i paesi arabi impegnati nel conflitto contro Israele. Nel 1976, l’emiro Sabah al-Salem al-Sabah sciolse l’Assemblea nazionale. Alla sua morte, avvenuta nel 1977, gli successe il principe ereditario Jaber al-Ahmed al-Jaber al-Sabah, che nel 1981 fece eleggere il nuovo Parlamento.
Nel 1980, temendo il propagarsi della rivoluzione khomeinista tra la cospicua componente sciita del paese, l’emiro sostenne l’offensiva irachena contro l’Iran (vedi Guerra Iran-Iraq). Per rappresaglia, l’Iran bombardò nel 1981 alcuni pozzi petroliferi kuwaitiani, fomentando nel contempo la ribellione tra gli sciiti. Tra il 1985 e il 1986 il Kuwait espulse circa 27.000 lavoratori stranieri, molti dei quali iraniani. Nel 1986 venne nuovamente sciolta l’Assemblea, che venne sostituita nel 1990 da un Consiglio nazionale dai poteri fortemente limitati e perciò boicottato dalle opposizioni.
| 4. | La guerra del Golfo |
Nel 1988 si riaccesero le tensioni tra Kuwait e Iraq. Il regime iracheno di Saddam Hussein, uscito dal conflitto contro l’Iran estremamente indebolito, si vide rifiutare l’annullamento del debito accumulato durante gli otto anni di guerra. Inoltre, l’Iraq visse come un ulteriore affronto il superamento da parte del Kuwait delle quote petrolifere fissate dall’OPEC, che causò un ribasso dei prezzi del greggio sui mercati internazionali e di conseguenza una forte contrazione delle entrate irachene.
Nel 1990 l’Iraq riaprì l’annosa questione territoriale con il Kuwait e il 2 agosto, ignorando l’ammonimento della comunità internazionale, invase il paese. Lo sceicco Jaber fuggì in Arabia Saudita, stabilendovi un governo provvisorio. Malgrado la condanna del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e della Lega araba, l’Iraq proclamò l’annessione del Kuwait. Dopo un’infruttuosa trattativa, le Nazioni Unite autorizzarono l’intervento militare di una coalizione capeggiata dagli Stati Uniti. L’offensiva iniziò il 17 gennaio con un massiccio bombardamento aereo, costringendo in poche settimane le forze irachene a lasciare il Kuwait. Durante la ritirata, le forze irachene appiccarono il fuoco a centinaia di pozzi petroliferi, arrecando gravissimi danni economici e ambientali al paese.
| 5. | Conflitto tra laici e religiosi |
La ricostruzione si accompagnò a numerosi processi per “collaborazionismo” e all’espulsione di decine di migliaia di lavoratori stranieri, principalmente palestinesi, accusati di aver appoggiato l’invasione irachena. Le operazioni di spegnimento dei pozzi si conclusero solo nel 1992. Nell’aprile dello stesso anno, una commissione speciale dell’ONU ridisegnò le frontiere tra Iraq e Kuwait, assegnando a quest’ultimo alcuni importanti pozzi petroliferi. Non cessarono così le tensioni e nel 1993 si verificarono numerosi movimenti di truppe irachene al confine tra i due paesi. Nel 1994, grazie alla mediazione della Nazioni Unite e della Russia, l’Iraq riconobbe infine le nuove frontiere del Kuwait, che tuttavia si premunì da una nuova aggressione, assicurandosi la protezione militare degli Stati Uniti.
Negli anni seguenti il Kuwait si impegnò per migliorare i rapporti con i paesi islamici che la guerra con l’Iraq aveva compromesso. Sul piano interno, crebbero i movimenti di opposizione laici e religiosi (rigoristi sunniti e sciiti) al governo. Ottenuta una forte affermazione nelle elezioni del 1996, l’opposizione religiosa fondamentalista chiese l’introduzione della legge islamica (shariah) incontrando il netto rifiuto di Jaber, che nel 1997 minacciò di sciogliere l’Assemblea. Con le elezioni anticipate del 1999 le forze filogovernative persero la maggioranza dell’Assemblea; dei 50 seggi, 16 andarono all’opposizione laica, 6 agli sciiti e 14 agli islamisti. Nello stesso anno la proposta dell’emiro di conferire pieni diritti politici alle donne venne respinta dal Parlamento.
Il Kuwait si ritrovò coinvolto nella nuova offensiva del marzo 2003 contro l’Iraq di Saddam Hussein, fungendo da base per la coalizione internazionale. La presenza delle truppe occidentali riaccese le tensioni interne e nelle elezioni svoltesi nel luglio dello stesso anno i movimenti islamisti rafforzarono la loro presenza nell’Assemblea a scapito dei laici. Colpito due anni prima da un’emorragia cerebrale, Jaber chiamò alla guida del governo Sabah al-Ahmad al-Sabah, affidandogli anche gran parte dei suoi poteri.
| 6. | Sviluppi recenti |
Come altri paesi islamici, negli ultimi anni anche il Kuwait vede il rafforzarsi di una componente intransigente all’interno degli ambienti religiosi. Agli inizi del 2005 si verificano vari scontri armati tra le forze di polizia e gruppi di fondamentalisti, di cui si sospettano legami con Al Qaeda.
Nel maggio 2005, dopo anni di accese discussioni, l’Assemblea approva, con la sola opposizione degli islamisti, un emendamento alla legge elettorale riconoscendo alle donne il diritto di voto e di eleggibilità. In giugno, per la prima volta nella storia del Kuwait, una donna assume la guida di un ministero.
Nel gennaio 2006 muore Jaber al-Ahmed al-Jaber al-Sabah. Gli succede in qualità di emiro Sabah al-Ahmad al-Sabah.