| Canada | Articolo | ||||
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| 2. | Territorio |
Escluso l’arcipelago artico canadese, il territorio può essere suddiviso in cinque grandi aree: lo Scudo Canadese, il sistema montuoso degli Appalachi, i Grandi Laghi e il bacino del San Lorenzo, le Pianure centrali e la Catena Costiera.
Lo Scudo Canadese (o Altopiano Laurenziano) è la macroregione più vasta del Canada; si estende attorno alla baia di Hudson dalla penisola del Labrador fino al Grande Lago degli Orsi, dal Mar Glaciale Artico fino alle Thousand Islands del fiume San Lorenzo, e penetra negli Stati Uniti a ovest del Lago Superiore fino allo stato di New York. Questa regione, erosa profondamente dall’azione glaciale, comprende tutta la penisola del Labrador, la maggior parte del Québec, il nord dell’Ontario, il Manitoba e gran parte dei Territori del Nord-Ovest.
La sezione orientale del territorio canadese comprende il sistema appalachiano, i Grandi Laghi e le pianure del San Lorenzo. I rilievi degli Appalachi interessano l’isola di Terranova, la Nuova Scozia, il New Brunswick, l’Isola Principe Edoardo e la penisola di Gaspé, in Québec. La regione dei Grandi Laghi e del bacino del San Lorenzo, che copre una superficie di circa 98.420 km² nella parte meridionale del Québec e dell’Ontario, presenta un territorio in prevalenza pianeggiante. In questa zona si trovano le più vaste aree coltivabili del Canada orientale e centrale, oltre ai principali distretti industriali del paese.
A ovest dello Scudo Canadese si trovano le Pianure centrali, estensione delle Grandi Pianure degli Stati Uniti. In questa regione, che abbraccia l’estrema sezione nordorientale della Columbia Britannica, la maggior parte dell’Alberta e delle sezioni meridionali del Saskatchewan e del Manitoba, si trovano i suoli più fertili del paese. Queste tre ultime province vengono denominate Prairie Provinces, Province della prateria.
Nella sezione occidentale del paese si estende, parallelamente all’oceano Pacifico, il sistema montuoso della Catena Costiera che culmina nel monte Waddington (4.016 m). Secondo alcuni geografi essa include anche il gruppo dei monti Sant’Elia, comprendenti la vetta del monte Sant’Elia e il cui punto più elevato è la cima del monte Logan (5.959 m). A est della Catena Costiera si innalzano i rilievi delle Montagne Rocciose canadesi e le catene di Mackenzie, Franklin e Richardson. Più a ovest si trovano i rilievi di Cariboo, Stikine, Selkirk e una vasta regione di altipiani le cui fertili valli sono solcate da fiumi profondi.
| 1. | Idrografia |
Il Canada possiede più laghi e acque interne di qualsiasi altro paese al mondo. Oltre ai Grandi Laghi, che si estendono in gran parte negli Stati Uniti, i più estesi del paese sono il Grande Lago degli Orsi e il Grande Lago degli Schiavi nei Territori del Nord-Ovest; il lago Athabasca nelle province di Alberta e Saskatchewan; il lago Winnipeg e il lago Manitoba nella provincia di Manitoba e il lago Mistassini nella provincia di Québec.
I principali fiumi canadesi sono il San Lorenzo, emissario dei Grandi Laghi, che sfocia nel golfo omonimo (vedi Golfo del San Lorenzo); l’Ottawa e il Saguenay, principali affluenti del San Lorenzo; il Saint John, che confluisce nella baia di Fundy, tra la Nuova Scozia e il New Brunswick; il Saskatchewan, che forma il lago Winnipeg, e il Nelson, che da questo lago raggiunge la baia di Hudson; il sistema formato dai fiumi Athabasca, Peace, Slave e Mackenzie, che sfociano nel Mar Glaciale Artico; l’alto corso dello Yukon, che attraversa l’Alaska e raggiunge il mare di Bering; il Fraser e il corso alto del Columbia, che sfociano nell’oceano Pacifico.
| 2. | Clima |
Il clima canadese è caratterizzato da marcate variazioni regionali. Parte della sezione continentale e la maggior parte dell’arcipelago artico si trovano nella zona glaciale; le regioni rimanenti sono comprese nella zona temperata settentrionale. Di conseguenza, le condizioni climatiche generali variano dal freddo estremo caratteristico delle regioni artiche alle temperature moderate delle aree più meridionali. Lungo la costa occidentale l’influenza di calde correnti oceaniche e di venti carichi di umidità mitiga le temperature e causa estese nebbie e abbondanti precipitazioni. Nelle regioni montuose orientali la media annua delle precipitazioni, spesso nevose, è alquanto elevata sui rilievi delle Montagne Rocciose e dei Selkirk, mentre le aree montuose più a est e la regione dell’altopiano centrale sono estremamente aride. Qui soffia spesso il chinook, un vento caldo e secco che determina improvvise variazioni climatiche.
| 3. | Flora e fauna |
Il Canada presenta una vegetazione molto varia. Nelle regioni artiche prevale la tundra, mentre foreste di conifere crescono sui rilievi degli Appalachi e della Catena Costiera e boschi di latifoglie caratterizzano le regioni attraversate dal San Lorenzo e bagnate dall’Atlantico. Nelle Pianure centrali si estendono vastissime praterie, dove crescono in prevalenza graminacee. I versanti orientali delle Montagne Rocciose presentano una vegetazione assai rada, mentre quelli occidentali sono coperti da fitte foreste.
La fauna canadese è molto simile a quella dell’Europa e dell’Asia settentrionale. Tra i carnivori si incontrano numerose specie di mustelidi come la donnola, l’ermellino, lo zibellino, la martora e il visone. Oltre all’orso bruno e all’orso polare, presente nelle regioni artiche, nel paese vivono la volpe, il coyote, la lince, il lupo, il puma e la capra delle nevi. Tra i roditori il più comune è il castoro, mentre diffusi sono anche il riccio, il topo muschiato e la lepre. Nelle zone meridionali vivono diverse specie di cervidi, che comprendono l’antilocapra, il caribù, l’alce, e il bisonte. Numerose sono le specie di uccelli, tra cui il gheppio, la gru e la poiana. Particolarmente ricca è la fauna ittica nelle acque interne e lungo i litorali.
| 4. | Problemi e tutela dell’ambiente |
L’inquinamento atmosferico dei grandi centri urbani e il fenomeno delle piogge acide, responsabile della distruzione del patrimonio forestale e dell’avvelenamento delle acque interne, sono alcuni dei principali problemi ambientali cui il governo canadese deve far fronte. In primo piano tra le problematiche ambientali vi sono inoltre lo sfruttamento intensivo e il disboscamento incontrollato delle foreste, in particolare nella regione montuosa della Columbia Britannica, che hanno provocato in alcune zone frane e gravi fenomeni di erosione del suolo.
Altri gravi problemi sono lo sfruttamento intensivo delle zone di pesca e delle risorse idriche, nonché la scomparsa di alcuni habitat naturali. Si stima che in alcune regioni sia andato perduto l’80% delle zone umide, che tra il 1980 e il 1998 si sono ridotte complessivamente del 23%. Sono a rischio anche le praterie, le foreste della Carolina nell’Ontario meridionale, le foreste acadiane delle Province marittime (Nuova Scozia, New Brunswick e Isola Principe Edoardo) e le foreste pluviali della costa occidentale.
Il Canada, nazione tradizionalmente attenta alla tutela del ricco patrimonio naturale, possiede 39 parchi naturali e aree protette, per un totale di 628.750 km², ovvero il 5,3% della superficie continentale. Tra i principali parchi canadesi si citano il Parco nazionale Banff, il più antico del paese, istituito nel 1885, i parchi Nahanni, Wood Buffalo e Gros Morne, tutti World Heritage Sites.
Gran parte dell’energia del paese proviene dalle centrali idroelettriche, ma negli ultimi anni la costruzione di nuove dighe è divenuta una questione di grande rilevanza ambientale. Le 18 centrali nucleari, la maggior parte delle quali concentrate nella provincia dell’Ontario, coprono il 12,50% del fabbisogno energetico. I piani per l’espansione del programma nucleare sono stati rallentati per motivi ambientali sin dalla fine degli anni Ottanta.
Il Canada fu la prima nazione industrializzata a ratificare, nel 1992, la convenzione dell’ONU sulla biodiversità e a formulare strategie nazionali sulla sua salvaguardia, sottolineando l’importanza di uno sfruttamento sostenibile delle risorse. Il governo canadese, inoltre, ha ratificato il Trattato Antartico, i Trattati per il Legname Tropicale, oltre ad accordi internazionali sull’ambiente in materia di inquinamento atmosferico, desertificazione, cambiamento climatico, specie in via d’estinzione, caccia alle balene, smaltimento di rifiuti tossici e nocivi, inquinamento marino, abolizione dei test nucleari, zone umide e protezione dell’ozonosfera.