Celti
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Celti
4. Religione

Vincoli religiosi univano i membri delle tribù; il re, che era investito di una funzione religiosa, partecipava attivamente ai riti. Divinità panceltiche convivevano con divinità locali, associate a singole tribù o a luoghi sacri. Alcune informazioni sulla mitologia celtica vengono fornite dal ritrovamento di oggetti rituali, come il bacile di Gundestrup, un grande recipiente d’argento con decorazioni a rilievo rinvenuto in una palude dello Jutland (Danimarca). Tracce di antichi miti celtici sono rintracciabili anche nelle letterature medievali dell’Irlanda e del Galles.

I druidi, il cui nome significava probabilmente “veri veggenti”, erano sacerdoti preposti alla divinazione, ai sacrifici e alla conduzione di riti nelle feste religiose. I siti destinati al culto erano contraddistinti da recinzioni sacre, ma anche da strutture più complesse, quali pozzi, forse collegati al culto della terra, in cui venivano gettate le vittime di sacrifici (uomini e animali), spade e altre offerte votive. Anche alcuni elementi naturali avevano significato religioso: l’agrifoglio e il vischio, ad esempio, erano sacri, così come le querce e i boschi. Gli animali erano venerati come totem tribali; era inoltre praticata l’arte divinatoria, grazie alla quale si traevano presagi dal volo degli uccelli o dalle viscere delle vittime sacrificali.