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Difterite Malattia acuta e altamente infettiva che colpisce soprattutto i bambini, caratterizzata dalla formazione di una falsa membrana sulle mucose delle vie respiratorie superiori. Causa della malattia sono i bacilli del Corynebacterium diphtheriae, che penetrano nell'organismo attraverso la bocca e il naso e attaccano le mucose: qui si moltiplicano e secernono una potente tossina, che danneggia il cuore e il sistema nervoso centrale e può provocare anche la morte. All'incirca cinque giorni dopo l'esposizione alla difterite, nei punti in cui i batteri attaccano le pareti interne del naso e della bocca, si forma un essudato biancastro che aumenta progressivamente di spessore; quando si trasforma in una pseudomembrana grigiastra, può arrivare a bloccare il passaggio dell'aria. Per prevenire l'asfissia può rendersi necessario un intervento chirurgico.
Prima dell'isolamento dell'antitossina della difterite, avvenuto nel 1894 da parte del medico tedesco Emil von Behring e del batteriologo francese Pierre Paul Emile Roux, il tasso di mortalità della malattia era in media del 35% e raggiungeva il 90% nei casi che interessavano la laringe. L'uso universale dell'antitossina nella terapia ha ridotto il tasso di mortalità al 5% circa. Ancora più efficace si è rivelato lo sviluppo di forme innocue di tossina della difterite, dette tossoidi: somministrate ai bambini durante il primo anno di vita (in combinazione con altri vaccini), queste sostanze sono responsabili della drastica riduzione registrata a livello mondiale dell'incidenza della difterite.