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Trasmigrazione

Trasmigrazione o Reincarnazione Passaggio dell'anima di un individuo, dopo la sua morte, da un corpo a un altro o da una forma di esistenza a un'altra; 'trasmigrazione', 'metempsicosi', 'reincarnazione' o 'rinascita' dell'anima in un corpo nuovo (specialmente un corpo umano) sono pressoché sinonimi. 'Metamorfosi' e 'resurrezione' non sono invece sinonimi di 'trasmigrazione'. Metamorfosi è la trasformazione di un essere vivente in un'altra forma o sostanza vivente (ad esempio la trasformazione di una persona in albero); la resurrezione, specialmente nella versione dottrinale cristiana, consiste nel ritorno del corpo alla vita dopo la morte.

Gli antichi egizi credevano nella trasmigrazione delle anime; essi imbalsamavano i morti per conservarne il corpo in modo da potere accompagnare il ka, la forza vitale omologa al corpo, nell'altro mondo. Tra gli antichi greci la dottrina della trasmigrazione venne accolta dai seguaci di Pitagora che si ispirò alle dottrine dell'orfismo, secondo le quali il ciclo di reincarnazioni successive conduceva l'anima alla purificazione. Si ispirarono alle dottrine orfiche anche Platone e le correnti filosofiche del neoplatonismo e del neopitagorismo.

L'idea della trasmigrazione non venne mai accolta nell'ebraismo ortodosso e nel cristianesimo; tra gli ebrei, solo i cabalisti l'hanno accettata all'interno del loro sistema filosofico; anche gli gnostici e i manichei credevano nella trasmigrazione, ma i cristiani che accolsero dottrine gnostiche o manichee vennero dichiarati eretici dalla Chiesa.

Nel pensiero religioso e filosofico orientale la trasmigrazione non sembra avere fatto parte delle più antiche credenze religiose dei conquistatori ariani dell'India; essa appare per la prima volta in forma dottrinale nella raccolta di testi filosofico-religiosi indiani delle Upanishad. Da allora, tuttavia, il samsara è stato uno dei capisaldi delle tre principali religioni orientali: induismo, buddhismo e giainismo. Così, secondo l'induismo moderno, la condizione in cui l'anima rinasce è determinata dal karma; le anime di coloro che operano il male rinascono in forme inferiori. La liberazione dal samsara e dal karma è raggiunta dopo l'espiazione delle azioni malvagie e grazie al riconoscimento dell'identità dell'anima individuale (vedi Atman) e di quella universale (vedi Brahman). Il buddhismo rifiuta l'esistenza dell'atman, ma la sua concettualizzazione secondo il modello di causa ed effetto della catena delle rinascite è di fatto indistinguibile dalla dottrina indù della trasmigrazione.