Psicoterapia
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Psicoterapia
4. Psicoterapia umanistica

Nata in contrapposizione alla psicoanalisi, la psicoterapia umanistica si basa su una concezione dell’essere umano che ne sottolinea le potenzialità positive.

1. Carl Rogers

La principale tra le psicoterapie umanistiche è la terapia “centrata sul cliente” dello psicologo statunitense Carl Rogers, il quale ha sempre utilizzato la parola “cliente”, anziché “paziente”, per sottolineare la natura non medica del suo trattamento.

Per Rogers gli esseri umani, come tutti gli altri organismi viventi, sono guidati da una tendenza innata a salvaguardarsi e ad accrescersi e, quindi, a maturare e ad arricchire la propria vita. Secondo Rogers, in ogni persona sono presenti le capacità di comprendere se stessi e di cambiare in modo costruttivo. La psicoterapia promuove tali capacità e consente di esprimerle con l’aiuto di un terapeuta dotato di qualità particolari. Rogers ha attribuito, infatti, maggiore importanza alle caratteristiche personali del terapeuta piuttosto che alle sue capacità e alla sua formazione tecnica. Caratteristica fondamentale è l’empatia, cioè il saper ascoltare con attenzione e sensibilità quanto il cliente dice e prova; il terapeuta deve mantenere inoltre un atteggiamento incondizionatamente positivo verso il cliente, senza per questo essere falso o compiacente.

Rogers ha descritto il processo terapeutico come la possibilità da parte del cliente di fare propri gli atteggiamenti del terapeuta. Dal momento che il terapeuta lo ascolta, il cliente impara ad ascoltare anche i pensieri e i sentimenti che più lo spaventano, cosa che rende possibile la crescita e il cambiamento.

2. Terapia della Gestalt

La terapia della Gestalt costituisce un altro approccio di tipo umanista, sviluppato da Frederick Perls, secondo cui il livello di civilizzazione della società moderna produce inevitabilmente un’ansia nevrotica nell’individuo, dal momento che lo costringe a reprimere i propri desideri naturali e quindi frustra la sua innata tendenza ad adattarsi biologicamente e psicologicamente all’ambiente fino a formare con esso una globalità armonica. Il comportamento patologico è l’effetto di una vita mancante di spontaneità, in cui si tenta di essere ciò che non si è.

L’obiettivo della terapia gestaltista è di aumentare la consapevolezza del modo in cui ognuno è causa della propria infelicità. Di solito ci si focalizza solo su una parte dell’esperienza, cioè sulla figura in primo piano e si tralascia lo sfondo della figura. Perls riteneva che le persone dovessero percepire la totalità. Egli formulò, quindi, una serie di esercizi mentali volti a incrementare la consapevolezza delle persone rispetto a emozioni, desideri, bisogni repressi, stimoli fisici e psicologici presenti nell’ambiente. La psicoterapia gestaltista viene condotta a livello individuale o in gruppo, di solito una volta alla settimana per circa due anni.