Ariosto, Ludovico
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Ariosto, Ludovico
3. L’edizione definitiva e l’attività teatrale

Nel 1521 comparve la seconda edizione dell’Orlando furioso, una prova dell’assiduità con cui Ariosto continuò a lavorare al poema, sottoposto a correzioni anche dopo la terza edizione, quella definitiva. Tra il 1522 e il 1525 ebbe l’oneroso incarico di commissario ducale della Garfagnana, regione montuosa della Toscana settentrionale resa quanto mai inospitale da animali feroci e da briganti, come lo stesso Ariosto sottolineò nelle sue lettere, lamentandosene.

Mantenendo contatti sia con il papa sia con l’imperatore, dedicò quindi al lavoro letterario le migliori energie: l’edizione definitiva dell’Orlando furioso uscì nel 1532, preceduta dalla composizione di alcune commedie. Ariosto intrattenne un rapporto intenso con il teatro, non solo come autore (scrisse tra l’altro La Cassaria nel 1508, I Suppositi nel 1509, Il Negromante nel 1520, La Lena nel 1528 e una seconda versione della Cassaria nel 1531), ma anche come organizzatore di spettacoli, regista e persino attore, tutti ruoli funzionali al compito di colto intrattenitore del raffinato pubblico costituito dalla corte estense.

L’ultima edizione dell’Orlando furioso conta 46 canti. La revisione fu soprattutto linguistica: Ariosto si sforzò di applicare i suggerimenti proposti da Pietro Bembo nelle sue fortunate Prose della volgar lingua (1525), in cui si suggeriva un modello letterario di carattere classicistico, ispirato alla lingua degli autori toscani delle origini, in particolare a quella di Petrarca e di Boccaccio. Le modifiche al poema riguardarono però anche la struttura narrativa: nuovi episodi furono inseriti in vari punti del testo, modificandone l’andamento generale.