| Ariosto, Ludovico | Articolo | ||||
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| 4. | Il poema |
L’Orlando furioso riprende le vicende dei paladini di Carlo Magno dal punto in cui si era interrotta la narrazione dell’incompiuto Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo, testo assai celebre nell’ultimo decennio del XV secolo. Nel Furioso, la componente sentimentale viene sottolineata a tal punto che l’eroico Orlando è portato oltre le soglie della pazzia, a causa dell’amore spasmodico che prova per l’inafferrabile Angelica, principessa del Catai. Al centro dell’opera c’è poi un’altra coppia di innamorati, quella formata da Bradamante e Ruggiero.
La situazione in cui si intrecciano le vicende di questi e altri mille personaggi (le “donne e i cavalier” nominati all’inizio dell’opera) è quella dell’assedio di Parigi: il re dei mori Agramante ha infatti sbaragliato l’esercito di Carlo Magno. Il poema procede a ritmo elevato: le avventure si susseguono in una geografia con parecchie caratteristiche fantastiche. E fantastiche sono diverse figure, come il mago Atlante e l’ippogrifo, il cavallo alato con cui Astolfo va sulla Luna a recuperare il senno perduto da Orlando. La leggerezza della poesia del Furioso, quanto mai elegante, accoglie però anche tematiche tutt’altro che gioiose. Dalle ottave del suo poema, Ariosto guarda il mondo con disincantata ironia mista a un fondo di disillusa tristezza.