Riflesso
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Riflesso
4. Riflessi condizionati

Il sistema dei neuroni di coordinazione è strutturato in modo tale da produrre uno stesso tipo di riflesso anche a partire da stimoli di diversa natura. Ad esempio, gli stimoli prodotti dalla vista o dall'odore del cibo si propagano lungo vie afferenti diverse, che alla fine si riuniscono in una traiettoria comune, responsabile del riflesso di salivazione, ovvero della stimolazione delle ghiandole salivari a secernere saliva. Quando i riflessi come la salivazione vengono ottenuti tramite stimoli che normalmente non sono direttamente collegati alla risposta, si parla di riflessi condizionati.

1. Cenni storici

Il primo esempio di riflesso condizionato fu descritto dal fisiologo russo Ivan Pavlov, in base ai risultati dei suoi esperimenti sui cani (1904). Pavlov scoprì che accompagnando numerose volte la presentazione del cibo con il suono di una campanella riusciva a provocare una secrezione riflessa di saliva, che persisteva anche in presenza del solo suono della campanella e non del cibo. Secondo l'opinione di numerosi fisiologi e psicologi, il riflesso condizionato sarebbe alla base di molti tipi di comportamento appreso o acquisito. Oggi molte delle vie nervose normalmente percorse da numerosi tipi di riflessi sono note; queste conoscenze vengono utilizzate dai neurologi per valutare, in casi di riduzione o di accentuazione delle reazioni agli stimoli, lo stato di salute delle vie nervose. Un riflesso noto e comunemente valutato dai medici è il riflesso rotuleo, in cui un piccolo urto prodotto sul tendine della rotula provoca uno scatto involontario dell'articolazione del ginocchio che è indice dell'efficienza di alcune vie nervose del midollo spinale, attraverso il quale passa lo stimolo. Vedi Sistema nervoso; Neurofisiologia.