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| 3. | Gli anni romani |
Dopo la conquista francese del Ducato e la cacciata di Ludovico il Moro, nel 1499, Bramante lasciò Milano per stabilirsi a Roma, dove, fino alla morte, lavorò quasi esclusivamente per il papa Giulio II. A contatto con le splendide testimonianze dell’antichità classica, il carattere decorativo del suo stile andò smorzandosi a favore di una più spiccata monumentalità.
Il primo grande progetto romano, il tempietto di San Pietro in Montorio (1502), è un santuario circolare sormontato da una cupola, ispirato al tempio romano della Sibilla, a Tivoli; privo di decorazioni esterne, è una delle massime espressioni dello stile rinascimentale, nel quale gli ideali latini di severitas (“austerità”) e dignitas (“decoro”) sono applicati e interpretati con grande eleganza e raffinatezza formale. Significativamente Andrea Palladio, nei suoi Quattro libri dell’architettura (1570), citò questo edificio quale unico esempio di architettura “moderna” degna di stare a fianco dei templi dell’antichità.
I due progetti più importanti del Bramante a Roma, che segnarono gli anni di maggiore creatività, furono quelli (non realizzati) per la riedificazione della Basilica di San Pietro e per il collegamento tra i Palazzi Vaticani e la residenza estiva del papa, sulla collina del Belvedere. Il disegno per San Pietro prevedeva un grande edificio a pianta quadrata absidata sormontato da una cupola centrale, con quattro cupole più piccole e quattro torri; i piedritti e gli archi che avrebbero dovuto sostenere la cupola furono eretti, ma, prima che la struttura fosse completata, il progetto fu radicalmente alterato da Michelangelo e da Carlo Maderno: fu quest’ultimo a completare la Basilica nella forma attuale, a pianta rettangolare.
Per i Palazzi Vaticani era prevista l’aggiunta di tre corti su tre livelli, collegate da ampie scalinate e culminanti in un’esedra. Notevoli per l’innovativa disposizione assiale e per la meravigliosa ampiezza, i giardini non furono tuttavia realizzati secondo il progetto bramantesco, per l’introduzione di un corpo di fabbrica trasversale che ne alterò completamente proporzioni ed effetto scenografico.