Trova nell'articolo Galeno

Per trovare nell'articolo una parola, un nome o un argomento specifici, selezionare nel proprio browser Internet l'opzione per effettuare una ricerca nella pagina. In Internet Explorer questa opzione si trova nel menu Modifica.

Poiché viene effettuata la ricerca di una corrispondenza esatta per la parola o le parole digitate, se non si ottengono risultati soddisfacenti controllare l'ortografia delle parole digitate o individuare una parola chiave relativa all'argomento.

Galeno
1. Introduzione

Galeno (Pergamo 130 ca. - 200 ca.), tra i più importanti medici dell'antichità dopo Ippocrate, nacque da genitori greci in una colonia dell'impero romano in Asia Minore. Dopo gli studi, nel 162 si trasferì a Roma, diventando in breve tempo il medico personale dell'imperatore Marco Aurelio e del figlio Commodo. Solo in tarda età fece ritorno a Pergamo.

2. Importanza di Galeno

Galeno, formatosi al rigore scientifico delle opere di Euclide, ebbe il merito di progettare una riorganizzazione del sapere medico, in modo da costituire un corpus di conoscenze unitario e di riferimento per tutti i medici. Il progetto di Galeno era tanto più complesso se si considera che l’esercizio della medicina a quel tempo risultava assai difficile perché da un lato veniva gestito da sette che spesso erano tra loro in contrasto e rendevano confuse le pratiche terapeutiche; dall’altro, la professione medica era ritenuta di grande prestigio e quindi ambita da figure che erano più interessate alla posizione sociale che all’arricchimento scientifico. Le solide basi di Galeno in ambito medico, che gli derivavano da un profondo studio degli scritti dei medici greci Ippocrate e Dioscoride, e la sua grande capacità di formulare prognosi, cioè previsioni sul decorso delle malattie, gli conferirono una particolare autorevolezza che lo facilitò nella realizzazione del suo progetto. Galeno fu anche un filosofo molto apprezzato dai suoi contemporanei, e applicò nella pratica medica i metodi dimostrativi di tipo aristotelico ed euclideo.

1. Galeno anatomista

Galeno fu anche un abile anatomista. Egli dissezionò molti animali, dei quali descrisse meticolosamente la struttura interna. Dimostrò che i muscoli sono controllati, a livelli differenti, dal midollo spinale; osservò le funzioni del rene e della vescica e identificò sette coppie di nervi cranici. Verificò, inoltre, che il cervello controlla il linguaggio; descrisse, infine, le valvole del cuore e individuò le differenze strutturali tra vene e arterie.

2. I tre sistemi corporei

Nell’organismo umano Galeno, riprendendo la tradizione della scuola alessandrina, riconobbe la presenza di tre sistemi. Il primo era il sistema nervoso, formato dal cervello collegato a nervi, che nella concezione galenica sono percorsi da un fluido definito pneuma psichico e derivante dall’aria. Il secondo sistema era quello del cuore e delle arterie, condotti nei quali scorre il fluido vitale, da cui dipendono le attività non volontarie, come i processi digestivi, e alcuni stati umorali, come la paura e la rabbia. Nel cuore era anche l’origine del calore innato che sostiene tutte le attività dell’organismo e la procreazione. Il terzo sistema era quello venoso, facente capo al fegato, contenente sangue per la nutrizione delle diverse parti. Galeno ritenne che il sangue scorresse dal fegato alla periferia del corpo, portando alla formazione dei muscoli.

3. I quattro umori

I componenti fondamentali dell’organismo secondo Galeno, che si ricollegava alle concezioni ippocratiche, sono l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco. Combinandosi tra loro, questi danno origine a quattro umori, che prendono il nome di bile gialla, bile nera, sangue e flegma, ognuno dei quali è dominante nei quattro tipi fondamentali dei temperamenti umani (rispettivamente: temperamento collerico, melanconico, sanguigno e flemmatico). Ciascun temperamento mostra una tendenza a sviluppare determinate patologie.

4. La cura delle malattie

La concezione galenica della patologia era basata sull’idea di un disequilibrio tra il normale stato degli umori. La malattia insorge quando si verificano “movimenti patologici” di un organo o di una funzione vitale, i quali a loro volta turbano le diverse parti del corpo e determinano i sintomi. La guarigione deve essere affidata alla natura, della quale il medico è solo una sorta di ministro; dunque, i rimedi galenici venivano elaborati principalmente da piante, delle cui proprietà curative Galeno compilò un repertorio (vedi Fitoterapia), ma anche da alcuni estratti animali e minerali. Egli riteneva che bisognasse somministrare contraria contrariis, cioè contrastare le patologie con rimedi contrari (ad esempio, consigliava una terapia del caldo per curare le malattie da raffreddamento). I rimedi galenici erano semplici, formati cioè da uno o pochi principi specifici (come il sedano e il prezzemolo, utilizzati nelle affezioni renali). Altre modalità terapeutiche impiegate dal medico greco si basavano su una particolare alimentazione, sull’esercizio fisico, sulla cura dell’igiene del corpo e sui salassi.

3. Opere di Galeno

Galeno lasciò numerosi scritti, che costituirono un fondamentale riferimento per tutti gli studiosi dei secoli successivi; probabilmente fino al Rinascimento, il corpus delle sue conoscenze influenzò vari campi del sapere scientifico. Le sue opere sono almeno 4000; esse vengono tradizionalmente suddivise in sette aree disciplinari, che comprendono l’anatomia, la terapia, la grammatica e la filosofia. Di tali opere a noi sono giunte solo circa un centinaio, in edizione greca o mediante alcune traduzioni arabe. Fondamentali per il sapere medico delle epoche successive, in particolare, furono Methodus medendi, in quattordici volumi, e Ars medica. Vedi anche Anatomia; Chirurgia; Scienza; Vivisezione.