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Introduzione |
Metallografia Studio della struttura cristallina e delle proprietà fisiche dei metalli e delle leghe metalliche. I più importanti strumenti in metallografia sono il microscopio e i diffrattometri a raggi X. Gli esami al microscopio di campioni opportunamente preparati permettono di determinare la dimensione, la struttura e l'orientazione dei cristalli che costituiscono il metallo. Per mezzo di tali esami, è possibile distinguere un metallo da una lega, scoprire le eventuali impurità e verificare l'efficacia dei trattamenti termici di tempra e ricottura. I campioni da sottoporre a esame cristallografico sono di solito ben lucidati, per poi essere attaccati con acidi diluiti; questo trattamento ne mette in rilievo la struttura granulare.
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Tecniche di analisi |
Quando i metalli devono essere esaminati con un microscopio elettronico a elevato potere di ingrandimento, si realizza un sottile calco trasparente della superficie attaccata dagli acidi, dal momento che le masse metalliche non sono trasparenti a un fascio di elettroni. In alternativa, si può ricavare un campione estremamente sottile; la microstruttura che viene osservata è una proiezione di quella contenuta nel campione originario. Facendo passare un fascio di raggi X attraverso un campione di sostanza cristallina, si ottengono figure di diffrazione che, una volta interpretate, forniscono moltissime informazioni sulla struttura interna dei cristalli.
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Risultati della ricerca metallografica |
La ricerca metallografica ha mostrato che se un metallo viene sottoposto a tensione meccanica o viene comunque deformato, si formano minute dislocazioni degli strati di atomi che costituiscono il cristallo, le quali conferiscono durezza e resistenza maggiori. Se il metallo viene riscaldato dopo la deformazione, ricristallizza; ovvero, gli atomi si ridispongono in modo da formare nuovi cristalli non deformati. Questo fatto spiega perché i metalli divengano fragili dopo essere stati deformati a freddo e ritornino malleabili in seguito a ulteriore riscaldamento.
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