| Occhio | Articolo | ||||
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| 5. | Anatomia comparata |
Nel mondo animale sono presenti due tipi di occhi: gli occhi semplici e quelli composti.
Gli occhi semplici sono sostanzialmente simili all’occhio dell’uomo, anche se da una specie all’altra possono variare in alcuni dettagli strutturali. Le specie più elementari che presentano questi occhi sono le meduse: i loro occhi (occhi pigmentati), sono formati da gruppi di cellule pigmentate associate a cellule sensoriali, spesso ricoperte da uno strato ispessito di epidermide che forma una sorta di cristallino. Occhi simili, anche se strutturati in modo più complesso, sono presenti nei vermi e nei molluschi.
Gli occhi dei vertebrati sono sostanzialmente simili a quelli dell’uomo, sebbene possano esserci differenze anche notevoli. Gli occhi di animali notturni come i gatti, le civette e i pipistrelli sono dotati solo di bastoncelli, più sensibili e numerosi che nell’uomo. L’occhio del delfino ha un numero di bastoncelli 7000 volte superiore a quello dell’occhio umano, il che gli consente di vedere nelle acque profonde. Gli occhi della maggior parte dei pesci hanno una cornea piatta e un cristallino sferico non deformabile; quindi sono particolarmente adatti alla visione di oggetti vicini. Gli occhi degli uccelli sono allungati in senso anteroposteriore, in modo che sulla retina si possano formare immagini più grandi di oggetti distanti.
Gli occhi composti, caratteristici degli artropodi, sono costituiti da più occhi semplici (talvolta parecchie migliaia), detti ommatidi. L’immagine visiva si forma per apposizione o per sovrapposizione delle immagini parziali, formate nei singoli ommatidi.