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Chichén Itzá

Chichén Itzá Importante sito archeologico messicano, nella parte settentrionale della penisola dello Yucatán; corrisponde a uno dei maggiori centri degli antichi maya. Il nome, che significa 'bocca dei pozzi di Itzá', si deve alla tribù degli itzá, qui stanziata, e ai pozzi naturali che, oltre a rifornire d'acqua la città, costituivano il fulcro della vita culturale e religiosa della comunità. Chichén Itzá fu fondata all'inizio del VI secolo, ma il suo declino iniziò già a partire dal 670. Ricostruita 300 anni dopo, quando tornarono gli itzá, la città rifiorì come centro di cultura maya; incrementò ulteriormente il suo sviluppo a partire dal XIII secolo e, dopo la conquista da parte dei toltechi, fu abbandonata per circa un secolo, prima dell'arrivo degli spagnoli.

Le rovine coprono un'area di circa 3 km². Tra gli edifici principali si annovera la Grande Corte per il gioco della palla, costituita da due alti muri paralleli lunghi 83 m e distanti 36, su ciascuno dei quali, a 7 m dal suolo, si staglia un anello di pietra, fatto di due serpenti intrecciati: pare che fossero le porte in cui i giocatori dovevano lanciare una palla di gomma.

L'edificio più imponente è El Castillo, grande piramide a gradoni alta 30 m, la cui base si estende per 0,4 ettari; le scalinate sui quattro lati portano al tempio di Kukulcán posto sulla sommità, all'interno del quale fu trovato un trono in forma di giaguaro forse appartenente a una struttura più antica. Altre importanti rovine sono il Cenote (pozzo) sacro, il Tempio dei Guerrieri e il Caracol, o torre rotonda, probabilmente una sorta di osservatorio astronomico.