Castro Ruz, Fidel
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Castro Ruz, Fidel
3. Il leader antimperialista

Nel 1961 gli Stati Uniti ruppero infatti prima le relazioni commerciali (imponendo sull’isola un severo embargo) e poi quelle diplomatiche con L’Avana, sostenendo il tentativo controrivoluzionario degli esuli anticastristi nella baia dei Porci (1962). Castro impresse allora una profonda svolta alla sua politica; avvicinatosi al marxismo, schierò nel fronte socialista il paese che, con la “crisi dei missili”, costituì dal 1962 uno dei maggiori epicentri della Guerra Fredda.

Il leader cubano diventò così il principale avversario degli Stati Uniti in America latina e al tempo stesso un modello per i movimenti antimperialisti e nazionalisti del continente (tra cui si diffusero correnti “castriste”), incarnando una minaccia per i regimi dittatoriali che soprattutto dopo la sfortunata impresa di Guevara in Bolivia (1967) lo accusarono ricorrentemente di fomentare la rivolta in Sudamerica. Grazie al sostegno economico dell’Unione Sovietica, Castro poté rafforzare il suo potere e intensificare le riforme. Cuba beneficiò in quegli anni di conquiste sociali senza precedenti nel continente latinoamericano, soprattutto nei settori dell’educazione e della sanità.